Chiesta più sicurezza In mare come in strada troppe vittime
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fonte:
- Il Tempo
Di RENZO LOPNOCE PONZA Perri abitava a Ponza per sei mesi all`anno e la passione di questi mesi era la pesca. E alla pesca è legata la sua terribile morte. Nel pomeriggio aveva deciso di immergersi nei pressi del pontile “Giancos“ in una zona di transito dei natanti vietata alla balneazione per recuperare un`esca persa nella serata. Si trattava di un pesce finto utilizzato per pescare e alla compagna aveva detto che andava a vedere se poteva recuperarla. In questo tratto di mare un gommone, condotto da un cittadino romeno regolarmente in Italia, stava rientrando da un giro in mare e l`elica del motore ha colpito in pieno alla testa il sub. “Una scena agghiacciante – ha detto Umberto De Maio del pontile Ciccio Nero, tra i primi a intervenire – Ho sentito le grida di aiuto e sono andato subito, pensavo a un malore ma insieme agli altri ci siamo trovati di fronte a una situazione drammatica“. L` uomo è morto sul colpo. Sono questi i termini e i flash della tragedia di Ponza a ventiquattro ore da quell`urlo di morte che si è alzato nel porticciolo. Non è dissimile da quella dell`isola di Vulcano anche se è ancora ignoto lo yacht che ha travolto il turista torinese di 34 anni in vacanza nell`isola: una morte in fotocopia. Nelle ricerche del pirata del mare sono impegnate le motovedette delle Capitanerie di Lipari, Milazzo e Messina ma di quel killer del mare forse non si saprà mai il nome. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, il sub era legato a un palloncino di segnalazione, la cui corda è stata tranciata dall`imbarcazione. E dopo queste due morti si è sentita la voce del viceministro dei Trasporti, Cesare De Piccoli. De Piccoli ha detto che “occorre rafforzare la sicurezza in mare. A volte ci sono situazioni al limite, come in questo caso, di pirateria, ma molte altre volte ci sono proprio delle inosservanze ai regolamenti e credo che si debbano rafforzare anche le misure di prevenzione per mettere in condizioni di sicurezza i cittadini che usufruiscono del mare e soprattutto i bambini“. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, “il secondo incidente in due giorni con vittime sub dimostra come in Italia non ci sia il pieno rispetto delle regole sulla navigazione e come i controlli siano carenti“. L` associazione ricorda che la normativa vigente vieta la circolazione delle imbarcazioni a motore entro 300 metri dalla costa ed inoltre dispone che la partenza e l` attracco dei suddetti mezzi avvenga esclusivamente attraverso gli appositi spazi e le apposite corsie. Il Codacons sollecita quindi la Guardia Costiera ad incrementare i controlli in mare su tutto il territorio, “per punire i trasgressori e garantire una migliore tutela degli utenti“.
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