13 Luglio 2006

Tassisti e governo verso l`intesa

Trattativa aperta fra il ministro dello Sviluppo e le associazioni di categoria. Oggi nuovo incontro

Tassisti e governo verso l`intesa

“Sì a turni più lunghi, anche con dipendenti. Ma Bersani tolga il cumulo“

ROMA “Sono emersi punti di convergenza“ annuncia il ministero dello Sviluppo economico nel suo comunicato ufficiale. E anche i rappresentanti dei tassisti fanno sapere che, dopo l`incontro di ieri, un accordo potrebbe non essere lontano. Si potrebbe insomma arrivare a una legge che cambi le regole per i taxi nelle città italiane senza scontentare troppo gli interessati. Ma quali sono i cambiamenti che i tassisti sarebbero disposti ad avallare? Sono essenzialmente tre: l`allungamento dei turni di lavoro, l`istituzione della figura del dipendente, le “autorizzazioni temporanee“ per aumentare il numero di auto in occasione di eventi speciali.Le associazioni di categoria hanno dichiarato la loro disponibilità a introdurre queste tre novità, tutt`altro che irrilevanti, purché il ministro Pierluigi Bersani accetti una serie di condizioni. Una su tutte: “Deve ritirare la norma sul cumulo delle licenze“ avverte Nicola Di Giacobbe della Unica-Cgil. “Quella norma continua il sindacalista che non è certo una liberalizzazione, ma semmai una industrializzazione del settore“. L`incontro di ieri . L`incontro di ieri non è stato una passeggiata. La discussione fra il ministro, i rappresentanti dei tassisti e i rappresentanti dei comuni è durata cinque ore. Nel frattempo decine di taxi hanno cominciato a radunarsi sotto le finestre del ministero, a via Veneto, fin quasi all`ambasciata degli Stati Uniti, intralciando il traffico. Sono arrivati anche i carabinieri, poi è uscito uno dei rappresentanti dei taxisti e li ha invitati a sgombrare (“stiamo facendo una trattativa, non una rivoluzione“). L`incontro di oggi. Intanto, dentro al ministero, si trattava. E alla fine la trattativa è stata aggiornata a questo pomeriggio. Se tutto andasse per il meglio, potrebbe uscirne il testo di un emendamento da presentare in Parlamento. Fino a ieri sera comunque entrambe le parti ci tenevano a smentire ogni ottimismo. Al ministero dello Sviluppo tutti precisano che raggiungere un accordo non è obbligatorio: se si trova un modo alternativo per assicurare più taxi ai cittadini bene, altrimenti il governo andrà dritto per la sua strada.E sull`altro fronte Di Giacobbe commenta: “Noi abbiamo dato il massimo della disponibilità per offrire il maggiore aumento di servizio possibile. Ora però si tratta di verificare le reali intenzioni del governo“. Più taxi per tutti . L`ipotesi alternativa di cui i tassisti hanno parlato con Bersani prevede, innanzitutto, un`estensione dei turni di lavoro: ogni auto con licenza sarebbe obbligata a circolare 10 ore al giorno. Per sostenere orari così lunghi, i titolari di licenza potrebbero farsi aiutare da un parente. Ma potrebbero decidere anche (e sarebbe la seconda importante novità) di assumere un dipendente. Le associazioni di categoria chiedono però al governo qualche agevolazione per diminuire il costo delle assunzioni, nonché misure che impediscano la nascita di un precariato nel settore. La terza offerta sarebbe la possibilità di aumentare per brevi periodi il numero delle auto distribuendo “autorizzazioni temporanee“ nei comuni a forte stagionalità (per esempio i centri turistici) o in caso di eventi straordinari. Lo sciopero . La protesta dei giorni scorsi, il blocco dei taxi, il raduno in centro nella capitale, ha richiamato l`attenzione della Procura di Roma: i magistrati hanno aperto un fascicolo sulla base di un esposto presentato dall`associazione dei consumatori Codacons. Inoltre la Commissione di garanzia sullo sciopero ha aperto un “procedimento di valutazione del comportamento“, per accertare se è stata rispettata la legge sullo sciopero nei servizi pubblici. Lo stesso esame sarà compiuto anche sullo sciopero degli avvocati, anch`essi in rivolta contro il decreto di Bersani.

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