13 Luglio 2006

Taxi, sindacati ottimisti. Indagine sugli scioperi

Oggi nuovo incontro. Rifondazione: in Parlamento sia chiaro il no ai tagli al welfare

Taxi, sindacati ottimisti Indagine sugli scioperi

Liberalizzazioni, sì di Bankitalia. Dpef, Almunia: niente rinvii

ROMA – Dopo quello dell`Unione Europea, che però non vuole rinvii del risanamento, il governo incassa anche il via libera della Banca d`Italia sulle prime decisioni di politica economica. “La crescita è essenziale per sostenere il peso del debito pubblico e senza stabilità il paese si dissolve nell`incertezza“ ha detto il Governatore della banca centrale, Mario Draghi, all`assemblea dell`Associazione Bancaria, sottolineando come i primi provvedimenti dell`esecutivo siano ispirati “a questa complementarietà e al rafforzamento del mercato“. “Quello che ha convinto la Ue è la serietà dell`impostazione di questi primi due mesi di governo“ commenta intanto il ministro dell`Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ricordando non solo il Dpef, “un piano chiaro e coraggioso“, ma anche le liberalizzazioni che il governo è ora impegnato a difendere. Dopo l`abolizione del cumulo delle licenze stabilito dal decreto, ieri è proseguito il confronto tra i tassisti e il governo. La trattativa si è dipanata per l`intero pomeriggio al ministero dello Sviluppo, accompagnata da assembramenti di auto bianche nella sottostante Via Veneto. Grandi passi avanti non ci sono stati e, così, nonostante l`ottimismo dei sindacati che parlano di possibile intesa, il negoziato proseguirà oggi. Nel frattempo c`è da registrare pure un intervento della magistratura. La Procura di Roma, secondo l`associazione dei consumatori Codacons, starebbe indagando sulla turbativa al pubblico servizio. ATTO DI FIDUCIA – “Con la manovrina, che poi tanto piccola non era, e con lo sviluppo della concorrenza e le liberalizzazioni, il Dpef ha creato le basi – ha spiegato Padoa-Schioppa, intervistato dal Tg3 – per un atto di fiducia dell`Europa verso l`Italia, con una verifica da fare sulla Finanziaria a settembre“. A scanso di equivoci, il commissario agli affari monetari, Joaquim Almunia, ha ricordato ieri che un rinvio al 2008 per il rientro del deficit sotto il 3% “non è mai stato in discussione“. IL NODO POLITICO – Prima che i propositi del Dpef si traducano in misure concrete, tuttavia, e prima ancora dell`accordo con le parti sociali, la maggioranza dovrà ottenere il sì di Rifondazione, l`unico partito che nel governo non ha avallato il Dpef, preoccupatissimo dai tagli. “Ci sono i margini per intervenire sui grandi capitoli della spesa pubblica, sanità, pensioni, pubblico impiego e enti locali evitando che i cittadini paghino un prezzo troppo elevato“ ha detto il ministro dell`Economia. “Lavoreremo per definire meglio questi margini, ma sono convinto che sia possibile fare un`operazione senza incidere su nulla di essenziale della funzione sociale“. VERTICE A PALAZZO CHIGI – Nella risoluzione parlamentare sul Dpef, tuttavia, Rifondazione vuol mettere nero su bianco l`impegno che con la Finanziaria del 2007 non ci saranno tagli alla spesa sociale. “A differenza del Dpef che prima è stato deciso dal Tesoro e poi contrattato, cosa che noi abbiamo criticato, la risoluzione viene scritta tutti insieme“ ha avvertito il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore. “L`obiettivo del risanamento non può avere solo una compatibilità contabile. Dobbiamo difendere salari e pensioni“ ha aggiunto Migliore, che in serata, con gli altri capigruppo di maggioranza è stato ricevuto da Prodi a Palazzo Chigi. “Da ora ci vedremo più spesso, si terrano riunioni per costruire una maggiore collegialità ed il governo ha dato la sua disponibilità a condividere anche gli elementi di dissenso che possono più utilmente essere mediati preventivamente“ ha detto

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