RIENZI (CODACONS) “L`inchiesta su Roccaraso va spostata da Sulmona“
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fonte:
- Il Messaggero
“Di fronte a nuovi “scaldali“ nella maxi-inchiesta di Roccaraso, già abbondantemente franata a seguito di quattro provvedimenti di archiviazione, e all`operato del Gup di Sulmona De Cesare che, come un plotone di esecuzione, ha finora respinto tutte le richieste dei difensori degli imputati e ha cacciato in malo modo dall`aula gli operatori della Rai colpevoli di voler documentare un fatto di cronaca, non ci resta che chiedere il trasferimento del processo in altra sede, avvalendoci delle norme sulla legittima suspicione“. E` quanto afferma in una nota, il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Il quale ha comunicato che ieri “il Gip del Tribunale di Sulmona, Lorenzo Ferri, ha respinto la richiesta di archiviazione del Pm Simonetta Ciccarelli e ha ordinato di incriminare formalmente i due periti geologi Antonio Mancini e Barbara Mancini (padre e figlia) per il reato sancito dall`art. 326 del codice penale, “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio““. Il caso delle “perizie identiche“ era stato sollevato dallo stesso Rienzi, anch`egli indagato nella complicata vicenda di Roccaraso segnata dal suicido in carcere dell`allora sindaco, Camillo Valentini. Secondo Rienzi, “il Gip afferma, con riferimento alle due perizie: “Nonostante lievi differenze lessicali sembrerebbe potersi ritenere che chi ha redatto il secondo lo abbia fatto usando dati già in possesso del primo e fosse quindi a conoscenza del relativo contenuto. La circostanza poi che gli autori delle suddette perizie appartengano al medesimo nucleo familiare rafforza peraltro tale possibilità“. perciò è gravissimo che che tra la Procura di Sulmona e la società denunciante interessata al palazzo di Roccaraso, vi fosse questa “collaborazione di periti in famiglia““.
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