8 Luglio 2006

Il greggio tocca i 75,78 dollari, la “verde“ verso tre cent in più al litro

L`esodo vacanziero costerà sempre più caro: il pieno per l`auto è aumentato di 5 euro in un anno e peserà sul bilancio-ferie di 15-20 euro in più

Il greggio tocca i 75,78 dollari, la “verde“ verso tre cent in più al litro

Roma. Scatta un nuovo allarme rosso sul fronte del caro-carburanti: l`esodo estivo, ormai alle porte, potrebbe tradursi in un`altra stangata per gli automobilisti italiani che si apprestano a partire per le vacanze. Complici, ancora una volta, le fiammate dell`oro nero – che ieri ha toccato i nuovi record storici sulle principali piazze mondiali, segnando un massimo poi via via aggiornato negli scambi a New York a 75,78 dollari al barile e anche in Europa il brent ha raggiunto i 75,09 dollari – i listini dei distributori rischiano di registrare, nei prossimi giorni, una nuova ondata di rialzi: rincari che, sulla carta, potrebbero anche tradursi in 3 centesimi al litro. E che rischierebbero di far registrare nuovi record storici anche per i prezzi dei carburanti, bruciando il precedente massimo di 1,381 euro al litro di qualche mese fa. Per quanto riguarda la benzina verde le quotazioni Platt`s` (quelle cioè di riferimento per il mercato europeo) sono salite nelle ultime settimane di 80 dollari a tonnellata. Un aumento che si traduce in un aumento fino a oltre 5 centesimi in più al litro sui prezzi praticati alla pompa in Italia. E che, al momento è stato trasferito solo in piccola parte (circa 1,5 centesimi) sui prezzi al consumo: resterebbero da riversare così circa 2-3 centesimi di euro che rappresentano il potenziale rincaro finora accumulato. Salvo nuovi rimbalzi delle quotazioni internazionali Platt`s dei prodotti lavorati legate alle ultime fiammate del greggio registrate ieri. Sulla stessa entità anche il rischio-rialzo per il gasolio che – riferiscono le stesse fonti sulla base dell`andamento internazionale delle quotazioni del prodotto nelle ultime settimane – potrebbe registrare, sempre secondo i primi calcoli sulla carta, un nuovo rincaro di 2-3 centesimi. Spingendo, anche in questo caso, i prezzi al consumo verso nuovi massimi storici. Ovviamente la decisione se, e quanto, trasferire al consumo gli aumenti internazionali spetta alle compagnie. Di certo, comunque, c`è che per gli automobilisti in partenza per le vacanze il rincaro – rispetto all`estate 2005 – è già di oltre 5 euro a pieno, vale a dire 10 mila lire del vecchio conio. E che quindi la spesa per le ferie di quest`anno, solo sul fronte del carburante, rischia di salire di 15-20 euro rispetto all`anno passato considerando 3-4 rifornimenti completi tra andata, ritorno e qualche “giretto“ nelle mete vacanziere. “Il nuovo record raggiunto dal petrolio è preoccupante, soprattutto per l`approssimarsi degli esodi estivi da parte dei cittadini“. È quanto sottolinea il Codacons lanciando un appello al governo afffinché anticipi l`annunciata sterilizzazione dell`Iva sui carburanti, attesa per gennaio 2007. Intanto il petrolio, come detto, continua a galoppare e ieri ha toccato livelli mai raggiunti finora, e che, se depurati dall`inflazione e quindi considerati in termini reali, sono i più alti dal 1980, anno successivo alla rivoluzione iraniana. A tenere il mercato sotto pressione è il rischio di una escalation delle tensioni geopolitiche, sempre possibile qualora l`Onu o gli Stati Uniti dovessero decidere sanzioni contro Pyongyang e Teheran. La tensione resta alta: le autorità nord-coreane hanno fatto sapere che continueranno con i test missilistici (ne avrebbero già fatti almeno sette questa settimana), ritenuti normali esercitazioni militari che, pertanto, non devono essere notificate né agli Usa, né al Giappone. Tokio, da parte sua, ha chiesto al consiglio di sicurezza dell`Onu di approvare una condanna della “sfida“ delle autorità nord-coreane, pur rinunciando a minacciare sanzioni. Intanto il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, da Washington, ha auspicato che le potenze occidentali parlino con una sola voce alla Corea del Nord.

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