Tassisti: trattativa aperta, sciopero sospeso
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fonte:
- Il Mattino
Strappo ricucito. Almeno per ora. Il braccio di ferro tra tassisti e governo sul decreto di liberalizzazione delle licenze è sospeso. Ora si tratta. O meglio si discute. A caccia di soluzioni in grado di tenere in equilibrio l`ago della bilancia. Una di quelle che sembrano più gettonate riguarda la flessibilità di orario dei turni. Si vedrà. Lunedì, comunque, partono i primi tavoli tecnici. Nel frattempo l`apertura del ministro Bersani pronto ad aggiustare il tiro del provvedimento, incassa la revoca dello sciopero nazionale. Risultato: il prossimo 11 luglio le auto bianche circoleranno regolarmente in tutt`Italia. Insomma, il confronto di ieri tra i sindacati di categoria e l`esecutivo è stato di quelli con finale a sorpresa. Sì perché a quell`incontro in via Molise il popolo dei tassametri c`era andato deciso a tutto. Anche a riprendere blocchi e proteste se lo scoglio della cumulabilità delle licenze fosse rimasto dove era. Quello che proprio non va giù agli autisti, infatti, è esattamente questo: vale a dire l`illimitata possibilità di acquisto delle autorizzazioni da parte di chiunque. Una strada che definiscono “pericolosa perché apre la porta a lavoro nero e precariato“. Ma il vento di guerra è girato. E si sono dovuti ricredere quando hanno avuto come interlocutore un ministro dello Sviluppo decisamente disponibile: “Non c`è nessun dogma – ha spiegato infatti Bersani – se i tassisti proporranno soluzioni che non penalizzano i cittadini, siamo pronti a ritoccare il decreto“. E ha aggiunto: “Non esistono preclusioni ad individuare altre forme alternative al cumulo delle licenze che garantiscano l`obiettivo di un reale potenziamento del servizio pubblico dei taxi, sia sul versante della flessibilità che sul versante dell`accesso all`attività anche per aprire nuove prospettive ai giovani, attraverso strumenti differenziati da comune a comune“. Il ministro, dunque, ha ribadito che “il decreto non si può ritirare ma la deroga al divieto di cumulo delle licenze non è un tabù“. Insomma per Bersani, “il problema è il risultato ma le soluzioni non devono rappresentare una presa in giro dei cittadini che hanno bisogno di più taxi in giro per le città. Non mi si venga a dire – ha aggiunto – che i Comuni anche adesso possono dare più licenze, ma finora non è stato così. Voglio invece che le cose accadano davvero. Dovete avere fiducia nei cittadini. Proprio quei cittadini che in questi giorni ci hanno chiesto a gran voce più taxi. Sono tutti clienti, quindi perchè non avete fiducia in loro? È chiaro che la domanda di taxi è in espansione“. È mancata la concertazione, fanno notare i tassisti. Una critica che Bersani avrebbe rinviato al mittente: “I cambiamenti veri si fanno in poco tempo, e bisogna capire quando è il momento di farli. Il fatto che sia stata percepita una forzatura, vuol dire che questo è il momento“. Quanto ai commenti: “Abbiamo raggiunto un accordo soddisfacente“, spiega Pietro Marinelli coordinatore nazionale di Ugl Taxi. “Apprezziamo la disponibilità a non considerare un tabù inviolabile il cumulo delle licenze – ribadisce il portavoce di Confartigianato Taxi, Fabio Parigi – a fronte di una proposta delle nostra categoria per rafforzare la qualità e la quantità dei servizi“. Mentre il sindaco di Roma, Walter Veltroni e il presidente dell`Anci Leonardo Domenici – presenti alla riunione – hanno parlato di clima sereno e collaborativo, l`apertura arrivata in serata è stata salutata da una grande applauso da quasi un centinaio di tassisti che attendevano l`esito della riunione sotto la sede del ministero. “Le trasformazioni esigono dialogo e concertazione“, ha commentato il segretario generale della Fit Cisl Claudio Claudiani precisando che “questa vertenza dimostra come anche sulle regole serva dialogo e concertazione“. E mentre la conferenza stampa organizzata da An e Ugl per oggi a Roma è stata annullata, soddisfazione arriva dai consumatori del Codacons. E ancora, dall`esponente di An, Gianni Alemanno secondo il quale, comunque, “con i tassisti il governo poteva parlare prima“.
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