Ieri gli avvocati italiani hanno scioperato in massa
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fonte:
- La Stampa
ROMA La terza udienza del maxiprocesso Parmalat è slittata al 24 luglIo, il processo d`appello per il delitto di Cogne va a settembre, quello al boss Bernardo Provenzano addirittura al 5 ottobre. Stessa sorte per le udienze sulle stragi naziste di Cortona e Marzabotto in agenda al Tribunale militare di La Spezia. Ieri gli avvocati italiani hanno scioperato in massa e l`attività di tutti i fori (da Torino a Palermo, da Milano a Roma) si è fermata: adesioni oltre il 90% in tutti i settori (civile, penale e amministrativo). Protestano contro il decreto Bersani, alzano le barricate contro le norme che liberalizzano la loro professione. “L`avvocatura non può essere trattata come un settore commerciale“, si lamentano. Temono la dequalificazione e la mercificazione della professione per effetto della pubblicità e di una concorrenza che potrebbe diventare molto “spinta“. Vogliono difendere il loro status: attenti, proseguendo su questa strada, lamenta Walter Militi che pure guida l`Associazione giovani avvocati, “si va verso la creazione di un proletariato intellettuale“. “Fosse per me – ha spiegato ieri il difensore di Anna Maria Franzoni, Carlo Taormina – non sciopererei, ma questa protesta è stata deliberata dai massimi organismi dell`avvocatura. Non mi posso sottrarre“. Aule deserte, dunque, corridoi vuoti. A Milano e Torino momenti di tensione tra giudici e legali. A Napoli record di adesioni. Solo i processi per direttissima e quelli con imputati detenuti si sono svolti regolarmente. Tutto il resto è stato aggiornato. “E` un successo in tutta Italia“ proclama Michelina Grillo, presidente dell`Organismo unitario dell`avvocatura che ieri, dopo l`audizione in Senato, ha chiesto incontri sia al Guardasigilli Clemente Mastella sia al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. “Ho sempre detto, e lo ribadisco ancora oggi, di essere disponibile all`ascolto e al dialogo“, ha dichiarato in serata Mastella. Il quale, sostenendo di non voler negare “agli avvocati quello che si è concesso ai tassisti“, ha chiesto che lo sciopero di 12 giorni venga revocato. “Sono in gioco i diritti dei cittadini e di chi lavora per farli tutelare – afferma la Grillo -. A settembre siamo pronti a replicare la nostra protesta“. Non la pensa allo stesso modo Gaetano Romano, giovane penalista messinese presidente dell`Anpa, l`Associazione nazionale praticanti e avvocati che parla di “spaccatura generazionale nella categoria“ e di una protesta voluta “soprattutto dagli avvocati cassazionisti“. I più anziani, insomma. “Che oggi si sentono minacciati dal confronto coi giovani“. Al centro del braccio di ferro ci sono l`abolizione delle tariffe minime e la fine del divieto di pubblicità. Ma molte critiche raccoglie anche il divieto di ricevere somme in contanti al di sopra dei 100 euro. Romano, in particolare, è molto critico col meccanismo dei listini bloccati: “Vanno a detrimento della qualità delle prestazioni e disincentivano la possibilità di migliorare perché tanto alla fine un avvocato guadagna sempre la stessa cifra“. E fino ad ora, proprio il combinato tariffe fisse-pubblicità vietata, ha favorito soprattutto gli avvocati cassazionisti, più anziani, noti ed affermati a scapito delle nuove leve. La lettura del decreto Bersani fatta dai “seniores“ porta, ovviamente, a risultati opposti. “L`eliminazione delle tariffe e il cambiamento del sistema di anticipazione delle spese processuali – denuncia la Grillo – renderanno impossibile il gratuito patrocinio e la difesa d`ufficio“. Gli avvocati, spiega Stefano Savi (presidente dell`Ordine degli avvocati di Genova), alla fine “si troverebbero a dover lavorare sotto costo anticipando addirittura le spese in funzione di un risultato che richiede anni per arrivare“. Per non parlare poi della pubblicità. “Non è decorosa – lamenta Savi – e con un mercato in crisi scatenerà una corsa al ribasso a scapito della qualità“. Il primo giorno di protesta qualche malumore l`ha creato anche tra gli stessi avvocati: in molti hanno criticato la violazione delle norme sugli scioperi (mancato preavviso e durata massima) parlando di “autogol“ della categoria. Giudizio condiviso anche da Bersani: “Mi spiace che ci siano 12 giorni di sciopero, anche perché capisco bene cosa ci rimette l`utente ma non ho ancora capito cosa ci rimettono gli avvocati“. La risposta arriva dai consumatori Codacons: “Gli avvocati si possono permettere di scioperare perché ci guadagnano comunque“. L`adesione allo sciopero va infatti comunicata al giudice durante l`udienza, che viene regolarmente addebitata al cliente. Anche se dura un minuto.
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