Taxi: si tratta cercando idee nuove
-
fonte:
- Giornale di Brescia
I taxisti stanno studiando “vie“ alternative a quelle del Dpef
ROMA Flessibilità di turni e orari, integrazione del conducente da affiancare al titolare della licenza, ma anche sburocratizzazione dell`accesso alle licenze più potere ai Comuni, una cabina di monitoraggio territoriale, lotta all`abusivismo, qualificazione professionale. Questo, a grandi linee, il ventaglio delle ipotesi di intervento che i tassisti stanno elaborando in vista dell`incontro con il governo di lunedì prossimo. Proposte che il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani ascolterà, avvertendo, però, che modifiche sono possibili solo se prevederanno un efficace e convincente potenziamento del servizio. L`appuntamento è fissato per domani, lunedì, quando alle 17 si aprirà il tavolo tecnico presso il Ministero per tentare di uscire dall`impasse della vertenza taxi, cui partecipano i rappresentanti della categoria e anche dell`Anci, l`Associazione dei Comuni italiani. “Il governo – ha avvertito Bersani – tiene la posizione illustrata fin dalla presentazione del decreto. Bisogna potenziare il servizio per i cittadini. Sui meccanismi previsti, come abbiamo più volte affermato, siamo pronti a discutere. Se dal confronto usciranno meccanismi efficaci e convincenti, siamo pronti a proporre al Parlamento una modifica delle norme. Diversamente il Parlamento deciderà sulla base della norma attuale“. Bersani, insomma, chiede valide soluzioni alternative a quanto previsto dal pacchetto competitività, che ha scatenato la rivolta dei tassisti. Protesta che, nonostante l`armistizio di ieri con la revoca dello sciopero della categoria previsto per martedì prossimo, ieri i tassisti di La Spezia hanno deciso di portare avanti con una singolare formula: taxi gratis tutto il giorno. Una volta assodato che serve un nuovo modo di “fare servizio“, per Maurizio Longo di Cna-Fita si possono prendere in considerazione flessibilità di turnazione e la formula dell`integrazione del conducente da affiancare al titolare della licenza. Più che proposte vere e proprie, per ora si resta sul piano di ipotesi di lavoro: “interventi sui turni e sull`integrazione del conducente potrebbero essere le prime mosse capaci di risolvere i problemi del servizio in poco tempo – spiega Longo – da mettere in campo, però, in via sperimentale e calibrare con molta attenzione tenuto conto che bisogna prima di tutto esaminare la situazione nelle amministrazioni“. Tra le ipotesi in campo, anche quella di creare “polmoni di intervento“ per affrontare periodi di emergenza. Per questo – aggiunge Longo – serve una cabina di monitoraggio a livello di ministero, che sia quindi super partes, per verificare le singole problematiche sul territorio e dare così una mano ai comuni a calibrare le misure a seconda delle esigenze“. Dare più potere ai comuni è per il segretario di Unica-Cgil Nicola De Giacobbe un passo necessario, insieme alla sburocratizzazione dell`accesso alle licenze e alla facilitazione dell`ingresso alla professione senza precludere un maggiore utilizzo della vettura. Quello del costo esorbitante delle licenze è uno dei punti critici sollevati dal numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni che ha definito la situazione di questo settore “una porcheria: nelle grandi città non vengono concesse nuove licenze“, ha detto, e le poche messe in vendita arrivano a costare “anche 200mila euro“. Per Bonanni, quindi, “il decreto del Governo va bene; basti pensare che per esempio a Roma le tariffe dei taxi sono il doppio rispetto a New York“. Sulle tariffe attacca anche il Codacons. L`abolizione del cumulo delle licenze – dice l`associazione dei consumatori – può passare solo a certe condizioni: sconti liberi sulle vetture come avviene negli altri paesi europei ed eliminazione della tassazione del tempo di chiamata. “Bisogna individuare forme contrattuali ad hoc e sgravi contributivi di un certo peso – avverte Longo – perchè se vado a verificare i ricavi, una vettura non paga l`assunzione di un conducente. Stando agli studi di settore dobbiamo dimostrare una redditività che va dai 21mila ai 26mila euro-anno e con tali margini non ci sono le condizioni per fare assunzioni“. Quanto all`orario, una soluzione potrebbe venire dall`esempio di Parigi “dove è stata superata la rigidità del turno – spiega Longo – azzerando i tempi morti e spalmando nel corso della giornata le otto ore effettivamente lavorate“. Vista in questi termini, la strada per una riorganizzazione del servizio appare molto complessa, mentre Bersani ha fatto capire che vuole fare in fretta perchè “i cambiamenti veri si fanno in poco tempo“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
