9 Luglio 2006

Luce e gas più care del resto d`Europa

Luce e gas più care del resto d`Europa. Pesa il costo del petrolio cresciuto del 270% in 5 anni
Relazione annuale al Parlamento dell`Autorità per l`energia. “Il prezzo dell`oro nero è ai limiti della sopportabilità“

L`AUTHORITY per l`energia lancia l`allarme sul caro-bollette. Il presidente Alesandro Ortis, nella relazione annuale al Parlamento, sottolinea come molti utenti – tra cui le industrie del made in Italy – paghino conti assai più salati rispetto al resto d`Europa. Colpa soprattutto della dipendenza eccessiva dal petrolio, i cui prezzi sono “ai limiti della sopportabilità“. Ma anche degli oneri di sistema (l`11,5% della tariffa) che gravano sulle bollette e che l`Authority suggerisce di rivedere. Si tratta di tutta quella serie di voci e aggravi che pesano sulle tariffe senza aver nulla a che vedere con i costi di produzione, trasporto e distribuzione della luce. Negli ultimi 5 anni le quotazioni internazionali del barile di oro nero sono salite del 270%, molto più di quanto sono aumentate le tariffe di luce e gas in Italia (+41,1% a valori nominali, +22,3% a valori reali dal `99 la luce; +18% nominale e +2,7% reale il gas dal 2000). L`Authority nelle sue tabelle fotografa una situazione che vede l`Italia soffrire costi ben più alti della media europea: +40% per le famiglie con alti consumi, dal 10 al 35% in più per le imprese del made in Italy, penalizzate sul fronte della competitività. Come ricordato anche dal direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta che, sottolineando i “molti punti di contatto“ tra la diagnosi di Ortis e le “preoccupazioni“ degli industriali, sollecita “la terapia“: più concorrenza e infrastrutture, rigassificatori in prima linea. “Relazione molto chiara“, è il commento del Garante Antonio Catricalà mentre i consumatori del Codacons stimano in 128 euro l`impatto dei rialzi delle bollette 2006. E, ancora, Confapi chiede un provvedimento per le pmi e Confartigianato dice di veder confermate “le preoccupazioni“ del settore, stimando in 9 miliardi l`anno le proprie bollette rispetto ai competitors europei. Quelli delle bollette, ha sottolineato Ortis, sono stati “aumenti rilevanti“ che “hanno oscurato“ i benefici delle prime fasi delle liberalizzazioni. Aperture dei mercati alla concorrenza nelle quali comunque “permangono forti criticità“ in tutta Europa. E sulle quali in Italia pesa anche una “insufficiente concorrenza“, prosegue Ortis puntando il dito sull`Enel e, soprattutto, sull`Eni a cui è stata sollecitata la cessione di Snam Rete Gas e della Stogit (la società degli stoccaggi). I vertici di Eni – l`ad Paolo Scaroni ed il presidente Roberto Poli – ascoltano la relazione ma non vogliono rilasciare dichiarazioni. Dal quartier generale del “Cane a Sei Zampe“ sottolineano però come per i prossimi cinque anni sono previsti circa 7 miliardi di investimenti nel settore del gas. L`amministratore delegato dell`Enel Fulvio Conti non tarda a replicare con un “non è vero: l`Authority estrapola episodi limitati nel tempo e nello spazio“, dice il numero uno del gruppo elettrico pur sottolineando di “rispettare l`opinione“ di Ortis. di GIOVANNI LOMBARDO L`AUTHORITY per l`energia lancia l`allarme sul caro-bollette. Il presidente Alesandro Ortis, nella relazione annuale al Parlamento, sottolinea come molti utenti – tra cui le industrie del made in Italy – paghino conti assai più salati rispetto al resto d`Europa. Colpa soprattutto della dipendenza eccessiva dal petrolio, i cui prezzi sono “ai limiti della sopportabilità“. Ma anche degli oneri di sistema (l`11,5% della tariffa) che gravano sulle bollette e che l`Authority suggerisce di rivedere. Si tratta di tutta quella serie di voci e aggravi che pesano sulle tariffe senza aver nulla a che vedere con i costi di produzione, trasporto e distribuzione della luce. Negli ultimi 5 anni le quotazioni internazionali del barile di oro nero sono salite del 270%, molto più di quanto sono aumentate le tariffe di luce e gas in Italia (+41,1% a valori nominali, +22,3% a valori reali dal `99 la luce; +18% nominale e +2,7% reale il gas dal 2000). L`Authority nelle sue tabelle fotografa una situazione che vede l`Italia soffrire costi ben più alti della media europea: +40% per le famiglie con alti consumi, dal 10 al 35% in più per le imprese del made in Italy, penalizzate sul fronte della competitività. Come ricordato anche dal direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta che, sottolineando i “molti punti di contatto“ tra la diagnosi di Ortis e le “preoccupazioni“ degli industriali, sollecita “la terapia“: più concorrenza e infrastrutture, rigassificatori in prima linea. “Relazione molto chiara“, è il commento del Garante Antonio Catricalà mentre i consumatori del Codacons stimano in 128 euro l`impatto dei rialzi delle bollette 2006. E, ancora, Confapi chiede un provvedimento per le pmi e Confartigianato dice di veder confermate “le preoccupazioni“ del settore, stimando in 9 miliardi l`anno le proprie bollette rispetto ai competitors europei. Quelli delle bollette, ha sottolineato Ortis, sono stati “aumenti rilevanti“ che “hanno oscurato“ i benefici delle prime fasi delle liberalizzazioni. Aperture dei mercati alla concorrenza nelle quali comunque “permangono forti criticità“ in tutta Europa. E sulle quali in Italia pesa anche una “insufficiente concorrenza“, prosegue Ortis puntando il dito sull`Enel e, soprattutto, sull`Eni a cui è stata sollecitata la cessione di Snam Rete Gas e della Stogit (la società degli stoccaggi). I vertici di Eni – l`ad Paolo Scaroni ed il presidente Roberto Poli – ascoltano la relazione ma non vogliono rilasciare dichiarazioni. Dal quartier generale del “Cane a Sei Zampe“ sottolineano però come per i prossimi cinque anni sono previsti circa 7 miliardi di investimenti nel settore del gas. L`amministratore delegato dell`Enel Fulvio Conti non tarda a replicare con un “non è vero: l`Authority estrapola episodi limitati nel tempo e nello spazio“, dice il numero uno del gruppo elettrico pur sottolineando di “rispettare l`opinione“ di Ortis.

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