1 Luglio 2006

IL CASO Polemiche contro il decreto che liberalizza le professioni

Taxi, farmacia e studio legale Manovra bocciata ovunque di Marco Bilancioni “Sicuri? L`hanno già votato?“. Sì, alle 15 di ieri. E coglie di sorpresa tutti: tassisti, avvocati, farmacisti. Votato insieme alla manovra bis: il governo Prodi ha portato in aula un decreto per la liberalizzazione delle professioni, una proposta del ministro allo sviluppo Pierluigi Bersani. Processo a basso costo Cosa cambierà? Almeno tre settori saranno rivoluzionati: liberalizzare la vendita di medicinali significa portarli al supermercato, per esempio. Poi i taxi: via libera alle licenze. E infine gli avvocati: mai più le tariffe stabilite dall`ordine professionale. Persino per i notai è un giorno storico: il passaggio di proprietà dell`auto non avrà più bisogno della loro firma. Ma come l`hanno presa gli interessati? “E` sbagliato ricondurre la professione di avvocato all`aspetto economico“, scuote la testa Emanuele Prati, presidente dell`ordine degli avvocati di Forlì-Cesena. Prima analisi a botta calda: “Prima c`era una tariffa minima e una massima. Adesso, in realtà, succederà questo: i grandi avvocati potranno chiedere ancora di più, mentre gli altri si faranno una concorrenza spietata, a scapito della qualità“. Ma i prezzi dovrebbero abbassarsi davvero: il Codacons stima mediamente 300 euro all`anno per famiglia. “Sì, ma se io prometto di iniziare la causa a prezzi stracciati, e poi la perdiamo? Dov`è il guadagno?“. “Ah no, così è un disastro“. Allarga le braccia, Alvaro Attiani, tassista e presidente della Cna provinciale. Fino a ieri era il Comune a rilasciare le licenze. “Ma le pare serio? A me sembra molto dequalificante per la nostra professione, se chiunque può mettersi a fare il tassista“. Una categoria che a Forlì era in aumento: quest`anno sei nuove licenze, che portano a 28 il numero delle auto a pagamento. “La crescita dell`aeroporto lo aveva reso necessario: ero favorevole. Ma così no“. Altri aspetti però sorridono al presidente tassista: ad esempio la possibilità di avere più macchine per licenza, o che a richiederla sia una società. “Finora non potevo assumere nessun autista o associarmi ad altri: eppure, sono un imprenditore…“. Si aprirebbero spiragli di concorrenza: “Ma quella non mi fa paura“. Come auspica il decreto Bersani, ci sarebbe la battaglia a chi offre la tariffa più conveniente. Ma i tassisti di mezza Italia sono già in rivolta. Occhio all`abuso Terza novità: l`arrivo dei farmaci tra gli scaffali del supermarket. “Purtroppo era nell`aria“, biascica Giovanni Schibuola, titolare di una farmacia in piazza e segretario provinciale di Federfarma. Favorevole? “No“. E motiva: “Si rischia l`abuso di farmaci“. L`accusa: i farmacisti difendono il loro orticello. “No, sono le case farmaceutiche che dovrebbero abbassare i prezzi. Noi farmacisti a Forlì l`abbiamo fatto, da quando l`ex ministro della sanità Storace ha introdotto gli sconti. E poi, spero che non sia un disastro: la nostra risorsa sarà il rapporto di fiducia con la gente“. Quello non si trova al supermercato.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this