Inflazione a +2,3% È il record dal 2004
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fonte:
- La Stampa
Inflazione a +2,3% È il record dal 2004
I sindacati: “Bisogna che la manovra ne tenga conto“
“Una fiammata estiva – dicono gli analisti – una vampata che potrebbe rientrare già a luglio“. Fatto è che l`inflazione a giugno (+0,1% su base mensile) ha rialzato la testa salendo al 2,3% annuo, un valore non più raggiunto dall`agosto 2004. Sulla corsa dei prezzi, secondo le prime stime dell`Istat, hanno pesato gli aumenti di alcuni generi alimentari (in particolare la carne bovina è salita del 4,8% e quella di pollo del 3,3%) e delle bevande analcoliche, l`effetto della confluenza della posta ordinaria nella posta prioritaria (+4,2%), i rincari degli stabilimenti balneari (+7,3%) e dei biglietti di navi e traghetti (+10,7%). Poi, naturalmente, ci sono i carburanti, che, pur essendo diminuiti dello 0,3% su maggio, hanno registrato rincari del 10,6% rispetto ad un anno fa, con la benzina che ha segnato un +11,3% rispetto al giugno 2005 e il gasolio +11%, il gpl +10,6% e il metano +9,4%. I settori dove si segnalano i maggiori aumenti sembrano delineare l`immagine di un`inflazione “vacanziera“ su cui il caldo, i viaggi e il caro-ombrellone hanno il loro peso. Ma le associazioni dei consumatori non sono d`accordo e parlano di “dato sottostimato“. “La questione fondamentale rimane la credibilità delle cifre – concordano Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef e Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – non sono aumentati, infatti, solo i prezzi degli alimentari e dei servizi balneari e turistici, ma anche, e in modo determinante, luce, gas, acqua, nettezza urbana e gli affitti delle case“. Quindi, concludono le due associazioni, è ora di adeguare alla realtà le voci che compongono il “paniere“ dell`Istat. E c`è anche chi, come il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, accusa i commercianti di ritoccare i prezzi verso l`alto per pagarsi le vacanze. I negozianti non raccolgono e gettano acqua sul fuoco: “Il dato sull`inflazione non deve indurre a facili allarmismi – dicono alla Confcommercio – sia perchè la variazione dello 0,1% è la più contenuta da novembre, sia perchè, al netto della componente energetica, i prezzi registrano su base annua una variazione verso l`alto dell`1,7%, un dato al di sotto della media Ue“. Anche la Confesercenti mette sotto accusa i prezzi dell`energia: “Un aumento di qualche decimo di punto dell`inflazione 2006 era già scontato. Ci vorranno ancora parecchi mesi prima del completo riassorbimento degli aumenti di prezzo del comparto energetico, ma, nella seconda metà del 2006, anche a causa dell`apprezzamento dell`euro, si prevede una moderazione del ritmo di crescita“. Di diverso avviso i sindacati, che definiscono “preoccupante“ il record toccato dai prezzi al consumo a giugno e chiedono al governo di tenere conto delle spinte inflazionistiche nella manovra che si appresta a varare. Per Marigia Maulucci, segretaria confederale Cgil, servono scelte su due piani: “il controllo e il contenimento delle tariffe, a partire da quelle energetiche, e l`indicazione nel prossimo Dpef di un tasso realistico di inflazione programmata“. Di controllo delle tariffe e dei prezzi parla anche Paolo Pirani, della Uil, mentre il segretario aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta, sottolinea l`entità del problema inflazione, “soprattutto nel momento in cui è in atto una manovra finalizzata al controllo del deficit e al rilancio dell`economia“. Gli analisti, tuttavia, sono fiduciosi: almeno nell`immediato non sembrano esserci rischi di un surriscaldamento dei prezzi e i consumi delle famiglie sono ancora troppo bassi per poter consentire alle imprese di aumentare i listini. Diverso è il discorso nel medio-lungo periodo: i prezzi della produzione industriale a maggio hanno registrato un aumento del 6,6% su base annua, il più alto dal novembre 2000. In particolare i rincari si stanno diffondendo da qualche mese dal comparto energia a quello dei beni intermedi: a fine anno potrebbe esserci quindi uno spostamento, seppur graduale, degli aumenti sui prezzi al consumo.
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