1 Luglio 2006

Sale il termometro del caro-vita

Sale il termometro del caro-vita

Record negativo per l inflazione: +2,3%

Allarme Istat, i prezzi al consumo superano la fatidica soglia dell agosto 2004 pamela barbaglia Romano Prodi cerca di addolcire la pillola con una promessa: “Presto risanamento e ripartenza“. Il contrappasso fiscale, nell attesa (vana) che il governo faccia miracoli, prevede una manovra bis da 8 miliardi. E i consumatori avranno vita dura con i rincari che hanno fatto lievitare il tasso di inflazione. Secondo i dati diffusi dall Istat, i prezzi al consumo sono in salita del 2,3 per cento su base annua. Preoccupa la misura armonizzata che subisce una variazione tendenziale del 2,4 per cento. L esecutivo mette a segno l aumento tendenziale più alto dall agosto 2004 e l ottimismo dei compagni piomba nello sconforto. Ripresa? Avviamento dell economia? L Istat inchioda la maggioranza alle sue responsabilità. Alla vigilia delle vacanze gli italiani sono costretti a farsi i conti in tasca. Da oggi partono i rincari nel settore energetico con le bollette che subiscono un rialzo del 5,8 per cento per l elettricità e del 4,2 per cento per il gas. Una bella impennata è già stata rilevata nel comparto alimentare. Qui l aumento congiunturale ha raggiunto lo 0,3 per cento. Un record negativo che riguarda anche le bevande alcoliche e i trasporti. In particolare, la carne registra un aumento del 2,4 per cento tendenziale con il prezzo della carne bovina in rialzo del 4,8 per cento e il pollame del 3,3 per cento. Altra voce che langue è quella relativa a oli e grassi che sale del 12,9 per cento. Ci sono poi i servizi postali, che attingono a piene mani nelle tasche degli italiani: l indice è salito del 2,8 per cento nel mese di maggio e del 4,2 per cento a giugno. Il caro ombrellone rovinerà la festa ai vacanzieri. Il costo degli stabilimenti balneari ha fatto un balzo in avanti tendenziale del 7,3 per cento. Il trasporto marittimo non è da meno: i prezzi sono cresciuti del 3,9 per cento su base mensile e del 10,7 per cento su base annuale. Secondo gli esperti di Banca Intesa, l andamento dei prezzi al consumo continuerà ad aggirarsi al di sopra del 2 per cento fino a fine anno. Le stime di Eurostat per i Paesi dell area euro annunciano un inflazione superiore al 2 per cento fino al termine della stagione estiva con una media annua del 2,3 per cento. L atteso calo dell 1,8 per cento, di cui avrebbe giovato l Italia a partire dal 2007, potrebbe risultare una bufala. Questo differenziale rispetto alla media di Eurozona – avvertono gli analisti – “potrebbe chiudersi se la manovra correttiva per il 2006 o la finanziaria dovessero comportare aumenti dei prezzi dei beni amministrati. Mentre sembra che per il momento l aliquota Iva resterà invariata – dicono dall Ufficio studi di Banca Intesa – è quasi certo che il Dpef conterrà ritocchi ai prezzi di tabacchi e alcolici“. L allarme viene lanciato dalle associazioni di categoria che non hanno gradito il superamento dei livelli di allerta del 2004. “Siamo molto preoccupati per questo dato negativo – dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Non vorremmo che i commercianti abbiano ritoccato al rialzo i prezzi per pagarsi le vacanze estive“. L esecutivo viene messo sotto processo dall Usae, l Unione sindacati autonomi europei. “Con uno scenario simile il governo – osserva il segretario generale Adamo Bonazzi – è chiamato ad effettuare scelte vere e non tamponare situazioni che puntualmente si ripresenteranno“. Bonazzi mette in guardia la sinistra dagli effetti collaterali “che potrebbero ricadere sui lavoratori a reddito fisso e sui pensionati“. A chiedere un intervento serio, anche dal punto di vista legislativo, è Paolo Segarelli, segretario confederale dell Ugl. “L`inattività del governo – commenta – sarebbe un fatto molto grave perché non solo continuerebbe a deprimere il mercato interno, ma metterebbe in seria difficoltà qualsiasi possibilità di sviluppo“. “A questo punto – aggiunge Segarelli – una riforma delle accise dal 2007 rischierebbe di non essere sufficiente da sola a fermare gli effetti devastanti del caro-energia“. A fare la voce grossa, almeno sui circuiti di agenzia, è la Cgil che affida il suo verdetto a Marigia Maulucci, segretaria confederale. “Il trend è preoccupante – rileva – e impone scelte coerenti da parte del governo su due piani: il controllo e il contenimento delle tariffe, a partire da quelle energetiche, e l indicazione nel prossimo Dpef di un tasso realistico inflazione programmata, il più vicino possibile all inflazione reale“. A Palazzo Chigi tutto tace. Romano Prodi brinda alla correzione dei conti pubblici. L impennata del caro-vita non desta alcun allarmismo.

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