L`accusa: truffa per le auto non consegnate
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fonte:
- Il Messaggero
Dieci denunce. E dopo i sequestri delle 21 Smart (8 quelli convalidati) e di due assegni, disposti dalla Procura di Ancona, anche la magistratura di Pesaro fa partire i suoi provvedimenti contro la Mariotti. Così l`altro ieri le forze dell`ordine hanno nuovamente visitato la sede di via De Gasperi. Questa volta per prelevare, su ordine del pm pesarese Valeria Cigliola, i certificati di conformità di due veicoli Mercedes, un furgone e un`auto. I mezzi erano già stati consegnati ai legittimi proprietari, ma la Mariotti aveva trattenuto i documenti necessari alla circolazione, rendendoli di fatto inutilizzabili. Si infittiscono dunque i guai giudiziari per l`azienda dorica, nonostante la Daimler Chrysler sia corsa ai ripari facendosi personalmente carico degli inghippi in cui erano incorsi i 200 beffati che si erano rivolti al Codacons. Ma non tutti i clienti dell`ex concessionaria Mercedes, rimasti coinvolti loro malgrado nella crisi che ha travolto la società, hanno chiesto l`intervento dell`associazione dei consumatori. C`è chi si è mosso da solo, presentando denuncia per truffa o appropriazione indebita, tramite il proprio avvocato di fiducia. I Mariotti hanno già chiuso le questioni più spinose, come quella di una donna che aveva dato all`azienda il mandato di vendere la propria auto usata e si era vista trattenere dall`azienda il ricavato. Attualmente restano in piedi una decina di denunce di persone che hanno già pagato l`auto, senza riuscire ad ottenerne la consegna e l`immatricolazione. Parte dei mezzi in questione è ferma nei depositi della Mariotti, altri sembra siano stati consegnati ai clienti sbagliati. Insomma un gran caos dal quale gli imprenditori dorici si difendono sostenendo che non è mai stata loro intenzione raggirare i clienti. Al blocco delle immatricolazioni e alle trattenute di svariate somme di denaro sarebbero stati costretti dall`improvvisa mancanza di liquidità che li stava trascinando verso il tracollo. E assicurano che restituiranno tutto il prima possibile. Dai guai giudiziari ai problemi con i dipendenti che scendono nuovamente sul piede di guerra, annunciando lo sciopero ad oltranza a partire da mercoledì prossimo se l`azienda non rispetterà alcuni impegni. A far riaccendere la protesta, il disimpegno circa la presentazione di un piano per pagare i fuoriusciti e il tentativo di far slittare il versamento degli stipendi di giugno, previsto per il 20 luglio, ad agosto, oltre all`improvvisa disdetta dell`incontro in Regione per definire i dettagli della cassaintegrazione. E` ultimatum. Nel caso in cui entro dopodomani i Mariotti non presentino un piano dettagliato per pagare gli ex dipendenti, con la quantificazione della prima tranche, e non si impegnino al rispetto della puntualità nella corresponsione del salario di giugno, partirà l`astensione dal lavoro. Intanto si vocifera che l`azienda stia per chiudere le sedi di Chiaravalle e Pesaro, dopo quelle di Fano e San Benedetto. Voci però smentite dagli stessi proprietari.
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