Tassisti e compagnie in rivolta
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma Esultano le associazioni dei consumatori per il pacchetto Bersani che, al contrario, fa infuriare le categorie interessate, quelle cioè che alla fin fine finirannno per rimetterci. Se non in denaro, quantomeno nella perdita della preziosa esclusiva. In prima fila la Federfarma, ma sul piede di guerra ci sono anche i tassisti e le compagnie di assicurazione. Ovviamente la “rivoluzione liberale“ di Bersani diventa una ghiotta occasione per la polemica politica. L`Unione applaude, ma l`ex ministro della Sanità Storace (An) denuncia: “I farmaci non sono prodotti di consumo e i taxisti non sono dei ricconi da spellare. Se è vero che per le farmacie si punta a smantellarne il loro ruolo di presidio sanitario con un immorale favore a Coop, Unipol e compagnia, e se persino il settore del trasporto su taxi viene ridotto in povertà, sarà scontro frontale“. Diverso il parere dei consumatori: Rienzi (Codacons) sottolinea come “questo provvedimento recepisca le più importanti e annose battaglie del Codacons: vendita dei farmaci nei supermercati, liberalizzazione delle licenze dei taxi e abolizione dei limiti tariffari per gli avvocati, associato alla possibilità per i professionisti di pubblicizzare i propri studi“.Ma si levano anche non poche voci contrarie. C`è Renata Polverini (Ugl, il sindacato vicino al centrodestra), che punta il dito sulla mancanza di dialogo con l`esecutivo: “Siamo molto perplessi sul merito di un provvedimento che certamente colpisce, come nel caso dei panificatori, anche i livelli occupazionali. Ma siamo soprattutto indignati per il metodo, dal momento che, ancora una volta, è mancata qualsiasi concertazione con le parti sociali. Neanche ieri mattina a Palazzo Chigi si è parlato di tutto ciò“. Protestano assai più duramente alcune categroie interessate. I tassisti si sentono “vittime sacrificali“ di un sistema sbagliato, promettono battaglie e già annunciano scioperi: “È una autentica sciagura. La categoria – dichiara Salvatore Luca, leader della Claai – non resterà certamente inerte ad attendere che gli attuali equilibri vengano stravolti“. Durissima anche la Federfarma: “Le prime decisioni del governo sui farmaci – dichiara il presidente Giorgio Siri – sembrano orientate più a pagare una cambiale a grandi gruppi economici, che a tutelare la salute dei cittadini, dimenticando che in ballo non ci sono tanto le prerogative delle farmacie quanto un importante tassello dello stato sociale, rappresentato dal servizio farmaceutico“. A Siri giunge la solidarietà di Sergio Dompè, presidente di Farmindustria: “Su materie così importanti, sarebbe opportuno procedere con gradualità valutando tutte le possibili conseguenze delle misure attraverso il dialogo costruttivo con le parti interessate“. Drastiche le assicurazioni: “L`abolizione dell`esclusiva fra agenti e assicurazioni crea danni per imprese e per consumatori – avverte il presidente dell`Ania, Cerchiai – una norma siffatta avrebbe impatti rilevanti sulle imprese, sull`apprezzamento dei mercati, sulla capacità di competere e di fornire servizi efficienti ai consumatori. Questi ultimi devono sapere se chi gli propone un contratto di assicurazione è un agente che opera in nome e per conto delle imprese o un broker. Confondere le due figure non va a beneficio del consumatore“.
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