Blocchi e taxi lumaca, si estende la rivolta
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fonte:
- Il Mattino
La Moratti decide di non applicare il decreto: niente nuove licenze in città
Taxi-selvaggio: la protesta continua. Senza rete. Da Roma a Genova. Da Milano a Torino. Fiumi di auto bianche. Tutte rigorosamente vuote. Slogan e cartelli sulle fiancate e sui finestrini. Come striscioni a quattro ruote gridano il loro no alla liberalizzazione delle licenze annunciata dal governo. E fanno le prove tecniche dello sciopero vero. Quello nazionale già proclamato per l?11 luglio prossimo. Oggi però andranno in via Molise. Al dicastero dello Sviluppo. La notizia è arrivata ieri in serata: i loro rappresentanti sindacali saranno ascoltati in una sorta di incontro definito tecnico. Quel che è certo è che il ministro Pierluigi Bersani non ci sarà. Ieri, intanto, è stata una giornata di passione. Hanno bloccato gli accessi agli aeroporti. A Fiumicino, Caselle e Capodichino, scene di ordinario disagio: passeggeri appiedati disperatamente a caccia di mezzi alternativi. Stop a oltranza davanti a Linate. In tilt molti centri cittadini bloccati dai taxi-lumaca. Caos su alcune grandi arterie di collegamento come il raccordo anulare della capitale. Anche a Napoli stessa sorte per cittadini e turisti. Al molo Beverello e a Mergellina posteggi deserti. Corse bloccate oppure a singhiozzo. Con malumori alle stelle e alta tensione: a Torino un tassista che ha scelto di lavorare è stato aggredito dai colleghi. Mentre nel capoluogo lombardo il Comune guidato da Letizia Moratti ha già fatto sapere che non intende rilasciare nuove licenze con il meccanismo del decreto. Insomma, il popolo del tassametro ha rotto gli argini. E non molla. Ma anche Palazzo Chigi resiste forte di un?opinione pubblica che sembra più che favorevole alla misura che ha scatenato il putiferio. E l?ottimismo del premier Romano Prodi non è affatto condiviso dalla categoria che anzi è pronta ad alzare ancora di più i toni. «I tassisti sono disperati. Dalla tensione che c?è la partita si giocherà fino all?ultimo – afferma il coordinatore di Taxi Italiano, responsabile nazionale della Fit Cna, Maurizio Longo – anzi avverto il rischio di un?azione di forza della polizia». I sindacati chiedono all?esecutivo di stralciare dal decreto sulle liberalizzazioni le norme che li riguardano. E vogliono l?apertura di un tavolo di confronto per discutere – come spiega la Unica-Filt Cgil – le proposte più volte avanzate dalle organizzazioni sindacali per il miglioramento del servizio. «Anche perché – aggiunge – l?Ait, in Italia i tassisti rappresentano 300 mila voti». Il governo rassicura sul confronto, ma di stralciare il provvedimento neanche a parlarne. I consumatori, intanto, ribadiscono il loro apprezzamento per una misura che sta finalmente dalla parte dei cittadini e toglie il coperchio su una delle numerose corporazioni. Anzi. Il Codacons ha denunciato i tassisti alla procure della Repubblica ipotizzando il reato di blocco stradale e turbativa di pubblico servizio. L?associazione «invita gli automobilisti e tutti coloro che sono stati danneggiati dalle proteste, a chiedere il risarcimento danni ai responsabili. Le proteste messe in atto dai tassisti – continua il Codacons – sono inaccettabili». Così i consumatori non staranno a guardare. E annunciano di essere già pronti con una serie di esposti da indirizzare alle Procure di Milano, Roma, Torino e Genova, cui si aggiungeranno le altre città interessate nelle prossime ore dalle agitazioni e alla Commissione di garanzia sugli scioperi. Sì perché sulla testa dei tassisti pende anche la spada di Damocle della precettazione. «Il rifiuto delle prestazioni – spiega Antonio Martone presidente della Commissione di garanzia dell?attuazione della legge sullo sciopero – sarebbe uno sciopero irregolare, la Commissione è convocata per domani mattina. E, se il taxi-selvaggio andrà avanti con scioperi non preannunciati che stanno mettendo in ginocchio le grandi città, fra le misure che potrebbero colpire i tassisti ci saranno le multe alle organizzazioni e la precettazione, con sanzioni di 500 euro per chi si rifiuta di fornire il servizio». Per il momento, comunque, prevale la linea della prudenza. Adesso la Commissione, prima di decidere la linea definitiva, vuole essere ragguagliata con un?informativa da parte dei prefetti di tutte le città.
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