La Confindustria apprezza, le organizzazioni dei consumatori osannano
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fonte:
- Il Gazzettino
La Confindustria apprezza, le organizzazioni dei consumatori osannano, le strutture di categoria – dai notai ai commercianti – rilevano che comunque qualche ritocco al quel controverso decreto Bersani bisognerà pur farlo.
In ogni caso, quel provvedimento è «un primo passo importante nella giusta direzione, soprattutto per i consumatori», sottolinea il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. E aggiunge: «Le liberalizzazioni servono ad uscire da una politica delle corporazioni che è uno degli elementi più negativi del nostro Paese». Anche il vicepresidente di Confindustria, Andrea Pininfarina, esprime una valutazione positiva e invita il governo ad andare avanti su fronte delle liberalizzazioni: «Si tratta – dice – di tener duro: il pacchetto contribuisce a inserire dosi di concorrenza nel Paese. Era prevedibile che avrebbe causato proteste. La manovra va a toccare interessi costituiti di corporazioni, alcuni faranno pressioni di carattere lobbistico, altre già oggi protestano nelle piazze. Rientra nel prevedibile».
Le liberalizzazioni del pacchetto Bersani godono di un evidente favore popolare e così – mentre i tassisti già si scatenano e i farmacisti minacciano scioperi – alcune associazioni di categoria si muovono com molta prudenza. Per la Confesercenti, il presidente Venturi chiede «ulteriori riflessioni e aggiustamenti, per meglio ricalibrare l`intervento di liberalizzazione». La Confesercenti non pensa a «barricate» e non ha »pregiudizi», ma chiede di confrontarsi col governo anche per «correggere l`eccessiva attenzione alla grande distribuzione: se qualcuno pensa che si possa cancellare il piccolo e medio commercio dando mano libera alle grandi catene, sempre più straniere, non staremo con le mani in mano. Prima o poi faremo trovare le città senza luci, con le vetrine spente: non una serrata, ma una dimostrazione per far capire quanti servizi irrinunciabili offrono i negozi».
Esultano, invece, i consumatori: «È una vittoria del Codacons», afferma il segretario nazionale Tanasi, mettendo in chiaro che il Codacons è «pronto a scendere in piazza contro le lobby» per difendere quelle misure.
Alcune delle professioni colpite dall`abolizione della tariffa minima avanzano caute rimostranze. Il presidente del Consiglio nazionale del Notariato, Paolo Piccoli, si limita a chiedere che, per la riforma delle professioni, il governo scelga la via della concertazione, al contrario di quanto fatto per le misure di liberalizzazione: «Il metodo per varare le liberalizzazioni poteva essere migliore. È stata messa nel dimenticatoio la richiesta di Prodi sull`uso della concertazione, fatta agli ordini professionali», dichiara Piccoli, esprimendo anche qualche perplessità sulle società multiprofessionali perché i notai devono «tutelare l`interesse generale», ma lavorando in società in cui possono esserci avvocati e commercialisti (addetti a tutelare gli interessi di una parte) potrebbero trovarsi esposti «a dei rischi».
L`Associazione nazionale medici veterinari si preoccupa di ricordare, invece, che «le tariffe italiane per le prestazioni veterinarie sono fra le più basse in Europa, nonostante siano soggette ad Iva del 20 per cento, come un bene di lusso». Per i veterinari, insomma, sarebbe difficile abbassare le parcelle: «Le nostre tariffe minime – dicono – sono nient`altro che la somma dei costi che devono essere sostenuti per una prestazione nel rispetto delle Bpe (Buone Pratiche Veterinarie) Europee. Sotto questo limite non esiste concorrenza, ma soltanto il lavoro in perdita o il non rispetto della salute e del benessere dell`animale».
Apprezzamenti al pacchetto Bersani, invece, dai dirigenti d`azienda della Cida, dall`amministratore delegato Unicredit, Profumo, e dall`amministratore selegato Conad, De Berardinis, il quale si auspica che ora si passi al settore carburanti.
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