Molti i disagi nei collegamenti con Fiumicino
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMA La rivolta dei taxi dilaga. Dalle stazioni, alle autostrade per gli aeroporti, ai terminal, ai centri cittadini i tassisti hanno ieri dato battaglia ai provvedimenti del Governo sulla liberalizzazione delle licenze bloccando il servizio e ostacolando la circolazione su alcune vie d`accesso cruciali per il traffico di Roma, Milano e Torino. Ma l`Esecutivo, forte di un`opinione pubblica più che favorevole, non sembra affatto disposto a mollare di fronte a proteste “senza senso“ che il premier Romano Prodi confida possano rientrare presto nel loro “alveo naturale“. Oggi, intanto, i rappresentanti dei tassisti saranno ricevuti al Ministero per lo Sviluppo Economico per un`incontro che si profila tecnico (non ci sarà – secondo quanto si apprende – il ministro Bersani) cui dovrebbe partecipare una delegazione ristretta delle sigle. I sindacati chiedono all`Esecutivo di stralciare dal decreto sulle liberalizzazioni le norme sui taxi e pretendono l`apertura di un tavolo di confronto “per discutere – spiega la Unica-Filt Cgil – le proposte più volte avanzate dalle organizzazioni sindacali per il miglioramento del servizio“. Il Governo rassicura sul confronto, ma di stralciare il provvedimento non se ne parla affatto: “Manterremo la direzione di marcia“, afferma il ministro Pierluigi Bersani, principale artefice del decreto, assicurando comunque che il Governo “discuterà con tutti. Spero che venga letta bene quella norma, che non è propriamente una norma di liberalizzazione, così come è stata interpretata. È una norma di apertura – rilancia – che dà garanzie molto forti ai tassisti“. Prodi, da parte sua, tiene a precisare che “non abbiamo voluto colpire nessuno nè tantomeno le categorie non vicine al Governo. Non capisco come si faccia questa distinzione“. In particolare, poi, sulle critiche mosse dai tassisti, il premier fa osservare: “Mi chiedo se i tassisti non sono cittadini che godono di benefici dalla liberalizzazione del settore assicurativo e se gli assicuratori dal canto loro non si avvantaggino delle liberalizzazioni di alcuni settori come quello dei taxi…“. L`Italia deve “perdere dieci chili di grasso ma mettere cinque chili di muscoli per il risanamento della crescita“, sintetizza il premier per descrivere le linee di intervento del Governo per favorire la crescita del Paese. Ieri, comunque, la tensione fra i taxisti era altissima, ed è stata “scaricata“ attraverso l`arma dello sciopero spontaneo. I disagi più grandi si sono verificati negli aeroporti e nelle stazioni. A Roma Termini erano chilometriche le file dei viaggiatori alla ricerca di un`auto bianca per spostarsi in città. A Linate e Fiumicino centinaia di passeggeri sono stati costretti, tra la sorpresa e lo smarrimento, a ricorrere a mezzi alternativi per raggiungere il centro. Ma anche andare all`aeroporto non è stato affatto semplice a Roma per l`intera mattinata, a causa della protesta organizzata sulla Roma-Fiumicino, percorsa a 30 km/h da 200 vetture. Disagi anche a Genova, al terminal Caselle di Torino e Napoli dove i taxi hanno lavorato a singhiozzo. Vittime della collera sono stati peraltro anche i tassisti che, invece, hanno continuato a lavorare. Nel capoluogo piemontese un operatore che non aderiva alla protesta è stato aggredito da altri colleghi. Da segnalare l`episodio di cui è stato protagonista Piero Fassino. Il segretario dei Ds è stato infatti contestato dai tassisti in sciopero all`aeroporto di Caselle, dove era giunto per partire per Roma. L`esponente politico, a Torino per motivi strettamente personali, era giunto nel pomeriggio allo scalo a bordo di un auto con autista ed è stato riconosciuto dai dimostranti e insultato. La protesta, nata spontaneamente e senza preavviso, è intanto finita nel mirino della Commissione di garanzia sugli scioperi. Il presidente, Antonio Martone, ha infatti chiesto urgenti informazioni ai prefetti di Roma, Milano e Torino “in ordine alle modalità di sospensione del servizio dei taxi attualmente in corso“. Mentre i consumatori del Codacons sono già scesi in campo per denunciare i tassisti alla Procure della Repubblica.
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