4 Luglio 2006

IL LEADER DEL CAT (SINDACATO TAXISTI)

IL LEADER DEL CAT (SINDACATO TAXISTI) “Tra noi e Bersani è una lotta fra due pugili“



MILANO “Quella fra i tassisti e il ministro Bersani è una lotta fra due pugili dei quali uno è stato scorretto e l`altro, invece di ricambiare con i pugni, tira calci“. Alfonso Faccioli, il leader dei ribelli del sindacato autonomo Cat, si sente tradito. Membro della segreteria milanese della Margherita, non ha gradito lo sgambetto del ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani. Da anni, prima contro il presidente della Regione, Roberto Formigoni, poi contro l`ex sindaco, Gabriele Albertini, conduce le battaglie più estreme per la categoria. A suon di scioperi selvaggi. Non se lo aspettava da un governo di centrosinistra? “Devo essere sincero? No. La liberalizzazione delle licenze è una cosa di destra. Ma, alla fine, la politica non c`entra. L`importante è salvare il nostro lavoro. Questo decreto, firmato a mezzanotte, distrugge una categoria. Non regolamenta nulla“. La sua non è una posizione imbarazzante? “Prima di tutto sono un tassista. E in Italia esiste il diritto di difesa sindacale. La cosa che mi sta più a cuore è il mio lavoro e quello dei miei colleghi“. Il Comune di Milano ha detto che non intende ricorrere al decreto Bersani, ora fermerete le proteste spontanee? “Siamo felici dell`apertura di Palazzo Marino, ma la nostra battaglia non si ferma. Anzi. Purtroppo ogni livello ha un peso. E il vero potere è di Bersani. Non del sindaco Moratti. Abbiamo chiesto un incontro anche a Formigoni. Ma fino a quando non raggiungeremo il nostro obiettivo continueremo a protestare“. Domani (oggi, ndr) incontrerete il prefetto, nessuna paura di una precettazione? “E come si fa? La polizia non può bussare alla porta di quasi cinquemila tassisti. E poi non c`è niente di programmato. Siamo cavalli sciolti“. Ieri avete occupato le stazioni dei radiotaxi e le strade davanti all`aeroporto di Linate. Quali le prossime mosse? “Magari le tangenziali. È già avvenuto a Roma e in altre città. Di sicuro lo sciopero selvaggio, se così si può chiamare, proseguirà a oltranza“. E le denunce alla magistratura del Codacons? “Non ci spaventano. Ognuno faccia il suo lavoro. Esiste una responsabilità personale, se riescono ad individuarci uno per uno…“. Qual è il vostro obiettivo? “Primo: riuscire ad avere un incontro con il ministro Bersani, secondo bloccare il decreto, terzo modificarlo. Le alternative ci sono. Ci sono studi del Politecnico di Milano che sono congelati dal 2000. Il problema dei taxi si può risolvere, con i turni e le corsie preferenziali. Lo diciamo da anni, ma tutti fanno orecchie da mercante“.

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