Taxi, assemblee a sorpresa e caos nelle città
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fonte:
- Il Messaggero
Da Milano a Roma, la rivolta rischia di provocare la paralisi. Auto ferme stamani a Fiumicino
ROMA – I tassisti romani si riuniranno in assemblea questa mattina all`aeroporto di Fiumicino. Effetti: chi uscirà dal terminal degli arrivi rischierà di non trovare un taxi. Non solo: anche in centro potrebbe essere arduo rintracciare un`auto bianca, se la maggioranza parteciperà alla mobilitazione al Leonardo da Vinci. Si temono proteste in Campidoglio in occasione della prima seduta del consiglio comunale, nel pomeriggio. A Torino il blocco del popolo dei tassametri contro lo spettro della liberalizzazione è scattato all`aeroporto di Caselle già ieri pomeriggio. Il sindaco Chiamparino ha fatto sapere che non incontrerà i tassisti fino a quando proseguiranno “queste forme di protesta“. Altri focolai della rivolta: a Milano assemblea nazionale per venerdì prossimo con la partecipazione di migliaia di tassisti, voluta dalla sigla Cna-Fita. Oggi agitazione a Linate. Nel pomeriggio i sindacati saranno ricevuti dalla giunta comunale milanese. Nelle Marche la Confartigianato ha fatto sapere di essere pronta a proclamare lo sciopero se non sarà ritirato il decreto Bersani. Cartoline dall`Italia dei taxi: la riforma della regolamentazione del settore ha l`effetto di un litro di benzina versato sul fuoco di un caminetto. Fra i più agguerriti, i seimila tassisti di Roma, una città in cui trovare un`auto bianca a volte è un`impresa disperata. E per l`Aduc, associazione dei consumatori, il “taxi a Roma costa il 360 per cento in più che a Parigi“. “Dati sballati“, replicano i tassisti, che in queste ore sono pronti ad altre assemblee a sorpresa: a mezzogiorno a Termini, in serata in altri posteggi, domani a piazza Venezia. Si arrabbia Daniele Laudonio, leader di una delle centrali radio, la 6645: “Troppo facile prendersela con la categoria. Abbiamo offerto disponibilità a migliorare il servizio, il Comune non ci ascolta. Avevamo proposto di rafforzare la presenza a Termini. Nessuna risposta. Sembra quasi che ad arte sia stata esasperata la situazione, per preparare il terreno alla riforma“. Stesso spartito per Loreno Bittarelli, alla guida di un`altra centrale radio taxi, il 3570: “Perché non ci mettono in condizione di lavorare? Basterebbe modificare i turni per avere un servizio migliore. Invece, nulla. Con questa riforma si mette la categoria in ginocchio. Non solo: con più taxi a spartirsi le corse le tariffe sono destinate ad aumentare, a pagare saranno i cittadini“. Venerdì notte i tassinari romani si erano fermati a piazza della Repubblica, erano migliaia e arrabbiati mentre tutto attorno esplodevano i festeggiamenti per la vittoria dell`Italia. Questa mattina il menù della protesta prevede l`iniziativa di Fiumicino: l`aeroporto è una sorta di girone infernale, dove da anni domina una minoranza di tassisti disonesti (e proprio loro potrebbero intorbidire le acque nel corso dell`assemblea). La protesta di Roma, comunque, potrebbe divenire ancora più dura. “Se fino ad oggi il servizio è stato pressoché regolare – promette un volto storico dei tassisti romani, Carlo Bologna (Ait) – in queste ore vi potrebbero essere molte altre sorprese, stiamo preparando alcune forme di lotta, tutto quello che è lecito fare, sarà fatto“. Anche querelare – dice Bologna – Carlo Rienzi, leader del Codacons, pronto a guidare una manifestazione a difesa del decreto Bersani l`11 luglio, nel giorno in cui i tassisti hanno proclamato lo sciopero nazionale. Il calendario dell`agitazione delle auto bianche romane è fitto: mercoledì assemblea nazionale, fin dal mattino, al Circo Massimo. Trovare un taxi a Roma sarà molto difficile. Più del solito.
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