3 Luglio 2006

MAI PIÙ VANNA Marchi. Lo slogan del Parlamento

Giro di vite su maghi e ciarlatani

Il Parlamento dichiara guerra a filtri d`amore e numeri del Lotto




ROMA – MAI PIÙ VANNA Marchi. Lo slogan del Parlamento, sul tema di maghi, cartomanti, dispensatori di numeri del Lotto magici e filtri d`amore, potrebbe essere questo. Sono quattro, infatti, le iniziative legislative che prevedono pesanti pene in denaro e persino il carcere per i furbacchioni in turbante e dal nome esotico. Un giro di vite, insomma. Secondo i firmatari delle proposte di legge per l`introduzione dell`articolo 421/bis sull`abuso della credulità popolare, il capogruppo dell`Udc alla camera Luca Volontè, la senatrice di Fi Maria Burani Procaccini e il leghista Giacomo Stucchi. L`ULIVISTA SERGIO Gentili, ha invece “griffato“ un Pdl sulla “corretta informazione“ di chi fa gli oroscopi, sui giornali e in tv: “Bisogna distinguere tra informazione e miraggio. Proliferano letture e l`esposizione di oroscopi, carte, numeri di cui, come è noto, non vi è prova scientifica della validità predittiva“. La proposta? Un esplicito avviso sulla “limitata attendibilità scientifica“ che preceda testi e annunci, con multe tra 2 mila e 20mila euro per chi trasgredisce a livello locale o regionale. Multe raddoppiate per la diffusione interregionale e nazionale. E internet? L`Autorità delle comunicazione potrebbe disporre la sospensione dei servizi. SECONDO la senatrice Procaccini, il diffondersi del fenomeno è preoccupante e colpisce “persone sprovvedute oppure con accentuate inclinazioni superstiziose, o facilmente suggestionabili per motivi di fede religiosa“. E non può bastare la sanzione dell`articolo 661 del codice penale, che prevede una contravvenzione fino a 1.032 euro o l`arresto fino a tre mesi: “Pene irrisorie e prive di qualsiasi efficacia intimidatoria“, osserva la Procaccini. Nella proposta di legge, il reato contravvenzionale si tramuta in delitto: reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni, “se dal fatto può derivare un turbamento dell`ordine pubblico“; la pena, secondo l`esponente di Fi, non può essere inferiore a un anno se il fatto è commesso attraverso la televisione, il mezzo di comunicazione largamente usato dai “veggenti“, con costosissimi numeri a pagamento. La pena più grave, da 2 a 4 anni, è prevista invece per coloro che abusano della credulità popolare facendo leva “sul sentimento religioso ai fini di lucro“. Terapia più pesante nella proposta di Volontè: il ciarlatano che cerca di truffare il credulone è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. E SE IL REATO è commesso utilizzando radio o tv la pena è aumentata da un terzo alla metà.I numeri del fenomeno sono da capogiro. Il volume d`affari è stimato attorno ai 5 miliardi di euro l`anno. Sono tra i 25mila e i 30 mila i maghi e astrologi in Italia. L`ultimo rapporto del “Telefono antiplagio“, elenca numerosi illeciti commessi dai professionisti dell`occulto: dall`evasione fiscale (nel 95% dei casi), alla truffa, alla pubblicità ingannevole all`abuso della credulità popolare. Sono circa 27mila le persone, secondo il Codacons, che ogni giorno in Italia, si rivolgono a maghi e astrologi. E il profilo medio del truffato, disegna una donna di cultura medio-bassa di 45 anni di età, sovente con difficoltà familiari e psicologiche, un identikit che tocca in special modo il Nord Italia (60%). Uno studio della Confesercenti del `99 ? forse datato, ma egualmente esplicativo ? contò circa un milione e 200mila persone truffate in Italia, delle quali, soltanto 5 su 100 avrebbero avuto il coraggio di sporgere denuncia. NEL MARZO 2005, l`Autorità per le comunicazioni limitò la messa in onda dei servizi di cartomanzia, Lotto e affini, alla sola fascia oraria compresa tra le 24 e le 7 del mattino. Un provvedimento aggirato da molti, attraverso le trasmissioni via satellite: a qualsiasi ora del giorno, basta accendere il decoder di Sky, ad esempio, sul menù “tutti i canali“, per trovare tv private della Penisola, con streghe, maghi del Lotto e cartomanti in diretta. Ieri alle 19, erano in sette su diverse emittenti. Senza contare che esistono due canali completamente dedicati. Alla faccia del divieto.

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