“Firme false“, il senatore Balboni assolve Alberti
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Sulla “Nuova“ di ieri Daniele Predieri mi invita a prendere nuovamente posizione in merito alla vicenda delle firme false presentate da alcuni partiti alle elezioni regionali del 2005. Lo faccio volentieri, anche per osservare che se è vero – come scrive Predieri – che un consigliere di Forza Italia ha autenticato le firme in modo corretto e irreprensibile, è altrettanto vero che tutti i consiglieri di AN hanno fatto lo stesso. Peccato che la “Nuova“ non abbia ritenuto di sottolinearlo con la stessa obiettività. Quanto ad Alberto Alberti, neo-vicesindaco di Cento, desidero ricordare che l`esponente di Rinascita centese ha ottenuto la fiducia di un numero altissimo di elettori, al punto da essere considerato uno dei principali vincitori delle elezioni comunali (ovviamente dopo Flavio Tuzet, che ha trionfato grazie al valore aggiunto delle preferenze personali ottenute col voto disgiunto). La carica di vice-sindaco l`ha quindi guadagnata sul campo. Desidero anche rendere noto, visto che la “Nuova“ mi sollecita a farlo, che ho già affrontato mesi fa e con molta decisione il caso delle firme false autenticate da Alberti, subordinando la conclusione dell`alleanza elettorale tra AN e Rinascita centese ad un chiarimento convincente della vicenda. Alberti mi ha spiegato in tutta onestà di come sia stato ingannato da persone, suoi ex colleghi in Consiglio provinciale, che – anche in ragione della professione che svolgevano – gli avevano garantito sul loro onore che le firme erano autentiche. In sostanza, Alberti non sarebbe l`autore delle firme false, ma soltanto vittima di un raggiro da parte di persone che hanno abusato della sua fiducia. Da questo punto di vista, mi sembra di poter concludere che Alberti ha certamente sbagliato a fidarsi – e per questa ragione è giusto che paghi l`ammenda che eventualmente gli sarà comminata – ma è di tutta evidenza che il fatto è risultato assai meno grave di quanto sembrasse inizialmente. Alla luce di questa lezione, sono convinto che Alberti in futuro non commetterà più certe ingenuità e quindi, come rappresentante di AN, parte offesa del reato, ho deciso di perdonarlo. Alberto Balboni senatore della Repubblica, Alleanza Nazionale Risponde Daniele Predieri autore del servizio sulle “firme false“ Ringrazio a nome dei ferraresi il senatore Balboni della spiegazione sulla sua “autoassoluzione“ nei confronti di Alberto Alberti, attuale vicesindaco di Cento. Ricordo, tuttavia, che per dare lezioni di obiettività occorre non citare solo ciò che fa comodo ma essere aderenti alla realtà. Il riferimento alle firme “buone“ di Forza Italia è dovuto perchè tra le 200 controllate dalla Digos c`erano anche quelle autenticate da Saini (una trentina), risultate legali. Non ho citato quelle raccolte di An perchè non c“`azzeccano“ nulla in questa inchiesta nata da un esposto del Codacons, e perchè allo stesso modo avrei dovuto citare quelle “buone“ di tutti gli altri partiti. Come il senatore può ben aver intuito, la mia era una provocazione che ha sortito l`effetto desiderato, visto che ha spiegato perchè ha “assolto“ Alberti e lo ha perdonato. Ricordo anche – ma non dovrei farlo all`uomo di legge quale è Alberto Balboni, prima ancora di essere senatore della Repubblica – che non è previsto per un reato penale la buona fede, al massimo lo può attenuare. Alberti, come pubblico funzionario, autenticatore e vidimatore delle firme presentategli, avrebbe dovuto rilevare il macroscopico ed evidentissimo raggiro (elenchi alfabetici di nomi), come hanno fatto poi i giudici della Commissione elettorale (prima) e il Codacons (dopo), rilievi poi sfociati nelle due inchieste a carico di Alberti. Ultimo ma non ultimo, con le stesse motivazioni usate per Alberti, il senatore Balboni dovrebbe arrivare a perdonare anche il consigliere comunale dei Ds, Adolfo Trasforini, anche lui indotto in errore in buona fede, ma accusato da Balboni stesso di aver messo in pratica un “soccorso rosso“ per Alternativa sociale, guarda caso lo stesso partito per cui Alberti ha falsificato le firme. Per coerenza e obiettività, Trasforini attende il suo perdono.
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