23 Giugno 2006

Relazione Isvap 2005, le reazioni dei consumatori



Il presidente dell`Isvap, in occasione della presentazione della Relazione annuale dell`istituto, ha oggi annunciato un provvedimento sull`attestato di rischio con misure di liberalizzazione idonee a rimuovere gli ostacoli alla mobilità degli assicurati. Le reazioni delle associazioni dei consumatori. SCARICA LA RELAZIONE L“Isvap (Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) ha oggi presentato a Roma la Relazione annuale per l`anno 2005. Giancarlo Giannini, presidente dell`autorità, ha annunciato un provvedimento sull`attestato di rischio ed ha affermato che nei primi mesi del 2006 le tariffe hanno evidenziato aumenti superiori al tasso di inflazione per i giovani e il Sud. Immediate le reazioni delle associazioni dei consumatori che da una parte accolgono con soddisfazione un intervento sull`attestato di rischio e dall`altra criticano l`aumento delle tariffe. “Con questa decisione – ha commentato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino – si fa un passo in avanti verso un rapporto più corretto e trasparente con gli utenti. Ma non basta. Perché ci aspettiamo soprattutto interventi significativi sui costi delle polizze in generale e soprattutto nei confronti dei neo patentati che sono costretti ancora a pagare diversi migliaia di euro nei primi anni di guida. MDC lo scorso maggio ha presentato i risultati di dell`indagine “Una guida a pieni voti“, analisi sulle polizze Rc auto effettuata su un campione di 18 compagnie. Secondo la ricerca il primato per le tariffe più alte va a Napoli (da 2240 ai 393 euro) mentre è Bari (da 1528 a 380 euro) la città italiana dove assicurarsi costa meno. Nel capoluogo campano, infatti, in media il costo di ingresso per assicurare un`utilitaria ad uno studente di 18 anni è di 2240 euro. Per l`Unione Nazionale Consumatori l`obbligo di spedire a ciascun assicurato l`attestato di rischio almeno 30 giorni prima della scadenza contrattuale è un principio sacrosanto che agevolerà le scelte del consumatore. Secondo l`associazione le compagnie spesso non comunicano tempestivamente ai propri assicurati gli aumenti tariffari e inviano in ritardo l`attestato di rischio, ostacolando così il consumatore che vuole stipulare una polizza con un`altra impresa assicuratrice. Per tutelare i diritti del mercato e dei consumatori sono necessarie pene pecuniarie ben più pesanti di quelle attuali. Anche Adiconsum accoglie con favore il provvedimento sull`attestato di rischio ma chiede “soluzioni per impedire che ad un neo patentato si chiedano da 2500 a 7000 euro per una utilitaria“. L`associazione fa notare come sia il presidente stesso dell`Isvap a ad evidenziare che le categorie più penalizzate sono i giovani e alcune aree del mezzogiorno. Adiconsum annuncia inoltre di voler riproporre al Ministro Bersani il ripristino di quel famoso provvedimento noto come “prezzi in vetrina“, cioè quell`osservatorio che monitorava e comparava otto profili tariffari di varie compagnie e che suscitava tanto dibattito tra gli assicurati. “Che le tariffe Rc auto crescano più del tasso d`inflazione non è una novità; il mistero semmai risiede nei bilanci delle compagnie di assicurazione“. Così invece il Codacons ha commentato le dichiarazioni odierne del Presidente dell`Isvap. “Per giustificare i vergognosi aumenti delle tariffe Rc auto – affermato Carlo Rienzi, presidente dell`associazione – le assicurazioni piangono perdite nel settore, ma dimenticano gli altri rami in cui operano, ad esempio quello “vita“ che, come dimostrato oggi dall`Isvap, gode di ottima salute e fa registrare un +12% di raccolta premi. Chiediamo dunque all`Antitrust e al Ministero per lo Sviluppo economico – prosegue Rienzi – di controllare minuziosamente i bilanci delle compagnie assicurative, per capire come un settore così florido possa applicare ai consumatori tariffe rc auto stellari“. Adusbef e Federconsumatori sottolineano invece come “Oltre alla retorica sul ruolo del consumatore, l`odierna relazione dell`Isvap evidenzia la più totale opacità nell`ambito di tariffe obbligatorie cresciute ben sopra il tasso di inflazione e che dovevano invece diminuire almeno del 10%, con un risparmio di 70-80 euro a polizza, sia per la minore incidentalità che per effetto dei minori rimborsi agli assicurati che subiscono un prelievo forzoso, che solo per la Rc auto incide fino al 10% dei redditi medi familiari fino a 15.000 euro“.

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