23 Giugno 2006

Legge elettorale da riformare

Legge elettorale da riformare

Lo chiede il Codacons dopo il caso delle firme false

“Alla fine vien proprio da dire che fanno strada i più furbi che cancellano tutto pagando un`ammenda di poche migliaia di euro“. Usa l`ironia tagliente Bruno Barbieri, avvocato bolognese, vice presidente nazionale del Codacons, commentando i risultati dell`inchiesta di procura e Digos sulle firme false presentate per le Regionali 2005 nel collegio di Ferrara, per Alternativa sociale e Lega nord, inchiesta che era stata sollecitata dallo stesso Codacons con un esposto presentato l`ottobre scorso in cui si ravvisavano gli evidenti e clamorosissimi falsi. “Ad esempio – spiegava Barbieri ieri da Bologna – i risultati di questa inchiesta indicano che persone e partiti, quali la Lega Nord, non hanno legittimità di stare in consiglio regionale. Questo riguarda i voti e le liste di Ferrara ma abbiamo presentato esposti in tutta la regione e siamo in attesa dei risultati“. Per quanto riguarda Ferrara, spiega Barbieri “non possiamo che accogliere con soddisfazione la celerità con cui si è chiusa l`inchiesta ma, e lo dico con amarezza, purtroppo chi fa poi il furbo, visti i risultati, viene premiato“. Quello del Cocadons non era però solo un rilievo per invalidare le elezioni, ma un`affermazione di principio: “Sì, come lista consumatori non abbiamo ottenuto i voti necessari, ma il nostro intento, sollecitando con gli esposti le varie procure della regione, è quello di riformare le regole della legge elettorale“. In primo luogo la riduzione del numero delle firme necessarie: ora la legge prevede che vengano raccolte 11mila firme nei nove collegi regionali, 1000 o 1500 per ogni collegio a seconda del numero di abitanti. “Abbiamo sollecitato la giunta regionale e il presidente Errani a prendere provvedimenti e arrivare alla riduzione della metà del numero delle firme, ma stiamo ancora aspettando. Ora sulla base dei risultati di questa inchiesta e di quelle che verranno, solleciteremo l`intervento per una riforma da discutere ora e non a ridosso delle elezioni come è avvenuto“. “Sarebbe questo – conclude Barbieri – un modo per offrire maggiori opportunità di partecipazione: ci aspettiamo nuovi provvedimenti, perchè raccogliere firme costa e non si può permettere che la politica la facciano i grandi partiti o chi ha tanti soldi“.

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