22 Giugno 2006

Rai, accolte le dimissioni di Meocci Ma la questione morale rimane

Roma – Nella caotica baraonda delle intercettazioni legate all affaire dei Savoia, che hanno portato la televisione di Stato nel mirino di una questione morale di ingenti dimensioni, il consiglio di amministrazione di viale Mazzini si è riunito, ieri pomeriggio, per nominare il nuovo direttore generale dell azienda. Nulla di fatto. Tutto rimandato a questa mattina. Gli attacchi sono molteplici. Il Direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce “deplora che, nonostante le querele da lui annunciate ieri (lunedì, ndr) nei confronti dei direttori de La Repubblica Ezio Mauro e del Corriere della Sera Paolo Mieli, la campagna di diffamazione sistematica da parte del Corrsera continua anche oggi (ieri, ndr)“. A fronte dei nuovi sviluppi, il presidente della Rai Claudio Petruccioli ha dato, ieri mattina, formale comunicazione al consiglio amministrativo della lettera di dimissioni inviatagli dal direttore generale Alfredo Meocci. Nella lettera, Meocci ringrazia i consiglieri e i sindaci “per la leale collaborazione che, assieme a te, hanno voluto prestarmi nello svolgimento dell incarico che rimetto nella disponibilità dei competenti organi sociali“. Il presidente Petruccioli ha quindi dichiarato: “A mia volta, anche a nome di tutti voi, rinnovo ad Alfredo Meocci la nostra affettuosa stima e il nostro ringraziamento. Pur in condizioni non facili, da direttore generale, Meocci ha dedicato alla Rai tutte le sue energie e la sua vigile attenzione“. Nel pomeriggio, quindi, la riunione del cda della televisione di Stato per nominare il nuovo direttore generale. A chiedere l aggiornamento a questa mattina sarebbe stato il consigliere d amministrazione Sandro Curzi, sottolineando la necessità di un ulteriore approfondimento ma anche per rispettare la consuetudine secondo cui la seduta in cui il cda designa il nuovo direttore generale si tiene a ridosso dell assemblea dei soci in cui va raggiunta l intesa su nome proposto. Un modo, insomma, anche per non far trovare all azionista sui quotidiani di oggi il nome del direttore designato. È evidente comunque che nella seduta di ieri non è stato possibile raggiungere rapidamente un accordo all interno dello stesso cda, su uno dei due nomi che rimangono tutt ora i più accreditati, quelli cioè di Claudio Cappon e Antonello Perricone (entrambi già ai vertici della Sipra). Continua, tuttavia, la questione morale. “La verità è che moralizzare la Rai è un opera disperata“, spiega Marcello Veneziani, ex consigliere del cda Rai commentando il presunto coinvolgimento di alcuni esponenti Rai nella recente indagine sul mondo del calcio e in quella, avviata dalla procura di Potenza, che ha portato all arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia e ai domiciliari per Salvatore Sottile, portavoce del leader di An Gianfranco Fini. “Non si può bonificare la Rai – ha concluso Veneziani – perché il sistema marcio non è riconducibile alla legge di gruppo: è una questione trasversale“. Così, mentre il presidente del Codacons Carlo Rienzi spiega che “come per lo scandalo calciopoli , anche per la vicenda delle intercettazioni telefoniche che hanno riguardato la Rai, i telespettatori possono costituirsi parte civile e chiedere un risarcimento danni in relazione ai gravi episodi emersi in queste ore“, Mario Landolfi, parlamentare di An ed ex ministro delle Comunicazioni, è pronto a rimandare al mittente le accuse del centrosinistra: “Si chieda a Curzi se i comunisti che lavorano alla Rai sono lì solo perché hanno vinto il concorso“. Senza comunque negare che il “sistema politico sia anche un sistema di raccomandazioni“, Landolfi ha sottolineato che gli “eccessi“ sarebbero della magistratura: “Mi sembra evidente che ci sia un aggressione nei confronti di Alleanza Nazionale, perché vicende che non hanno rilevanza penale vengono fatte passare come dei grandi delitti“.

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