In arrivo stangata petrolifera
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
L`azienda Italia rischia di pagare quest`anno la fattura petrolifera più alta degli ultimi 21 anni.
Colpa dei prezzi e così Pierluigi Bersani annuncia un «controllo»: da oggi – spiega – verificheremo il trend sulla base delle quotazioni internazionali
L?azienda Italia rischia di pagare quest?anno la fattura petrolifera più alta degli ultimi 21 anni: 28 miliardi di euro (6 in più dell?anno scorso quando già si registrò un rincaro del 30% sull?anno prima), annuncia il presidente dell?Unione Petrolifera Pasquale De Vita, dall? assemblea annuale, non lasciando grandi speranze anche per il futuro. I prezzi del barile rimarranno infatti «alti almeno fino al 2010». Colpa di un mercato dominato dall?offerta ma anche – spiegano i petrolieri – della speculazione che pesa con un «premio di 15-20 dollari al barile». Ma sui prezzi, primi tra tutti quelli dei carburanti, scende in campo il Governo con il Ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, che annuncia un «controllo»: da oggi – spiega – verificheremo il trend sulla base delle quotazioni internazionali. «Lo faremo con amicizia», dice il ministro davanti alla platea dei petrolieri. «Lo Stato ha staccato la spina all?interesse», ha aggiunto ricordando le previste misure sulle accise che sterilizzeranno gli aumenti del gettito Iva legato ai rincari della materia prima. «Siamo dalla parte dello sviluppo economico e dei consumatori», aggiunge il ministro. Controlli che l?ad dell?Eni Paolo Scaroni saluta come benvenuti tenendo a precisare che con i marchi del gruppo il ministro «non troverà cattive sorprese». Ma, controlli a parte, il nodo del caro-petrolio che preoccupa le economie occidentali è una tema da affrontare con un fronte comune di tutti i paesi consumatori rispetto ai produttori. Ne sono convinti i petrolieri ma anche il Governo. Le leve del mercato petrolifero restano «saldamente in mano all?Opec» e in quelle dei venditori, dice De Vita parlando della necessità di «un?alleanza, almeno europea» contro questo «strapotere». E Bersani rilancia: i paesi membri dell?Ue devono esprimere «una voce sola», in tema di politica energetica, «facendo valere gli interessi dei 450 milioni di consumatori» del Vecchio Continente di fronte ai produttori petroliferi e riuscendo a «saldare politica estera e mercato interno in una piattaforma di politica energetica». «Dobbiamo avere una «strategia – ha detto il ministro – dal lato del condizionamento dell?offerta».
«Non mi illudo – ha poi spiegato – che l?unità da parte dell?Ue in nome dei suoi consumatori possa decidere i prezzi petroliferi, ma sarebbe ancora peggiore non avere una strategia comune» ma «c?è l?esigenza di una voce univoca e forte a livello dell?Ue, e ancora non se ne vedono i segnali».
Dall?assise dei petrolieri arriva però anche un altro messaggio, diretto al Governo: concertazione. L?industria petrolifera italiana – che oggi si avvale anche di Confindustria Energia – è pronta a fare la propria parte, in termine di impegno e investimenti per i quali prevede di mettere in pista 42,5 miliardi di euro nel 2005-2010 (la metà di quelli complessivi energetici). Ma chiede al Governo un confronto costante sulle misure da attuare e soprattutto interventi che non sorpassino le decisioni Ue ma si limitino a recepirle. De Vita dice che il ddl Bersani «va nella giusta direzione» ma «l?industria petrolifera vuole essere garantita sul fatto che tutta la normativa non venga fatta ?contrò ma con la concertazione, sentendo le imprese: vogliamo essere interpellati».
Raccoglie l?invito al dialogo anche il ministro dell?Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che riconosce: «su Kyoto sono stati fatti degli errori». E durante il suo intervento all?assemblea dei petrolieri, risponde positivamente alla proposta dell?Up di creare un «gruppo di lavoro sui temi della compatibilità ambientale», per «cooperare su obiettivi comuni».
Parere negativo, invece, quello riscosso presso l?opposizione dal ddl Bersani e dagli interventi degli esponenti governativi all?assemblea. Secondo il vice presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Stefano Saglia, il ?pacchetto Bersanì lascerà «invariato il prezzo alla pompa della benzina perchè «non è più prevista sterilizzazione dell?Iva alla benzina quando il prezzo del petrolio cresce». E Adolfo Urso, dell?esecutivo nazionale di An, rileva che «all?Assemblea dell?Up è emerso come il governo sia un Giano bifronte sull?energia, con il ministro Bersani interlocutore attento e Pecoraro Scanio pregiudizialmente contrario».
Anche per Adusbef e Federconsumatori il ddl Bersani va nella direzione giusta, anche se metterlo in pratica sarà tutta un?altra cosa. Mentre il Codacons sottolinea che lo stato continuerà a beneficiare degli aumenti dei prezzi della benzina per tutto il 2006, e giudica «ridicolo» che l?Unione petrolieri «finga di stare dalla parte dei consumatori».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
