14 Giugno 2006

Il Codacons contro la riduzione delle risonanze magnetiche

Il Codacons contro la riduzione delle risonanze magnetiche: “Allora si risparmi sui farmaci“

“La Regione Lazio vuol farci tornare al medioevo della medicina privando gli ammalati della risonanza magnetica troppo costosa“. E` quanto afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi, secondo cui “una delle principali misure che la Regione Lazio ha proposto al Governo per evitare nuove tasse sul territorio, a causa dello sfondamento del tetto di spesa, è la riduzione delle risonanze magnetiche, strumento al quale sempre più spesso ricorrono i consumatori“. “È gravissimo che anzichè penalizzare le case farmaceutiche e i farmacisti – incalza Rienzi in una nota – si sia previsto che i malati debbano rinunciare a forme di diagnosi ormai di routine e che da sole possono eliminare dubbi di gravi malattie o confermarne l`esistenza. Il Codacons chiede al presidente Marrazzo di cambiare le proposte per evitare disagi agli utenti della sanità“. E propone una ricetta per tagliare la spesa, predisponendo “misure davvero utili al contenimento della spesa sanitaria“, ovvero “acquistare i farmaci che utilizza il Servizio sanitario nazionale direttamente all`estero, contrattare con le case farmaceutiche ulteriori sconti pretendendo l`applicazione del prezzo più basso da loro praticato all`estero, attivare la vendita dei medicinali oltre che nelle poche farmacie comunali anche in tutte le quelle ospedaliere che possono essere aperte al pubblico“. Anche il segretario regionale della Fials-Confsal, Gianni Romano ha una cosa da chiedere al presidente della Regione visto “il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti della sanità convenzionata: se, tra i tanti piani per l`emergenza sanitaria si annovera anche quello riferito alla salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Non dimentichiamoci che se il personale della sanità convenzionata, la maggioranza con esperienza ultra-decennale andrà a spasso per sempre e senza alcuna forma di sostentamento, i pazienti ricoverati presso queste strutture (almeno un centinaio quelle aderenti solo all`Aiop) dovranno essere trasferiti altrove“. “Molte cliniche convenzionate non hanno ancora percepito un soldo sulle prestazioni sanitarie già erogate nel 2005 – continua la denuncia del sindacalista – Mentre, per quelle fornite da gennaio 2006 a oggi, non si prospetta alcuna scadenza successiva: neppure fittizia. È di essenziale importanza allora che la giunta si attivi per progettare un piano di riassorbimento del personale, perché già da subito deve considerarlo in grave stato di precarietà lavorativa, visto che non è prevista la cassa integrazione per il personale sanitario e ausiliario che opera nel settore dell`assistenza“.

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