Bollette della luce, “stangata“ in arrivo a luglio
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Le quotazioni petrolifere in discesa non mettono al riparo le famiglie italiane per le quali si profila una nuova stangata delle tariffe elettriche. A partire da luglio, le bollette potrebbero infatti lievitare con rincari nell`ordine del 3-5% che peserebbero fino a quasi 20 euro l`anno sui portafogli degli italiani. La stima – in vista dell`aggiornamento trimestrale dell`Authority, atteso a fine giugno – arriva dal Rie (Ricerche Industriali Energetiche di Bologna) che prevede un aumento del costo del chilowattora in una forbice che potrebbe andare da un minimo del 3% (+0,44 centesimi) fino anche al 5% (+0,73 cent a kwh) con un impatto tra i 12 ed i 19,6 euro su base annua. Nessun rincaro dovrebbe riguardare invece le bollette del gas. A differenza dei trimestri scorsi sui prossimi rincari non gioca il caro-greggio (il Brent è calato infatti a 66,99 dollari con un ribasso del 2,8%), ma un`altra serie di voci ed extra che appesantiscono le bollette della luce e del gas e che nei mesi scorsi erano servite per ammortizzare le fiammate del barile. “Per gli utenti – sottolinea Massimiliano Dona, segretario generale dell`Unione nazionale consumatori – si tratta di un ulteriore costo che si aggiunge a quelli del 2006“. Il Codacons chiede invece di sterilizzare subito l`Iva sui carburanti alleggerendo così la spesa energetica. Gli aumenti, sembrano concretizzare l`allarme lanciato qualche settimana fa dal ministro per lo sviluppo economico, Bersani, che aveva avvertito sul rischio di rincari legati alle voci che gravano sulle bollette. Le tariffe del prossimo trimestre luglio-settembre – spiega Davide Tabarelli, esperto del Rie – dovranno scontare l`impatto degli extra costi 2006 che gravano sulle bollette. Primi tra tutti gli “stranded cost“ (i costi riconosciuti all`Enel e alle Genco per investimenti fatti prima della liberalizzazione per scelte di politica-economica e non più recuperabili), nonchè quelli legati al Cip 6, vale a dire gli incentivi destinati alla produzione con fonti rinnovabili e assimilate. Per coprire queste due voci e aver risorse in grado di remunerare gli operatori che ne hanno diritto, “servono quest`anno circa 2,4 miliardi di euro“, aggiunge Tabarelli sottolineando che al momento nella Cassa Conguaglio ci sono “solo 790 milioni destinati a questo fine“. Sarà pertanto “necessario recuperare almeno in parte tali cifre che negli ultimi trimestri non erano state accantonate per ammortizzare il costo del caro-greggio, evitando fiammate eccessive sulle bollette finali dei consumatori“, già penalizzate dal caro-petrolio. Per evitare che le tariffe della luce salissero in maniera vertiginosa a causa dell`impennata del barile, negli ultimi aggiornamenti trimestrali delle tariffe “ci si è tenuti infatti stetti sul fronte degli extra-costi“. Un problema – prosegue Tabarelli – che però non è più rinviabile, pena “l`impossibilità di remunerare gli operatori aventi diritto del riconoscimento degli stranded cost o degli incentivi Cip 6“. Il prossimo aggiornamento tariffario dovrà così “recuperare parte di queste somme“. Con un aumento che, appunto, “stimiamo in un minino del 3% ma che vediamo avvicinarsi più al 5%“. Anche se tale incremento non sarà sufficiente a coprire al “100% le risorse necessarie“ per quest`anno. Per quanto riguarda invece il costo della materia prima, nel prossimo trimestre le tariffe – della luce ma anche del gas – non dovrebbero risentire di variazione. Nel prossimo trimestre le famiglie tipo italiane – 225 chilowattora consumati in un mese, 3 kw di potenza impegnata e 1.400 metri cubi di gas bruciato in un anno – potrebbero comunque veder salire la loro spesa per le bollette di 20 euro su base annua.
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