14 Giugno 2006

Per le buste paga aumenti del 4,8%, ai massimi dal ` 97

I dati Istat per il primo trimestre
Per le buste paga aumenti del 4,8%, ai massimi dal ` 97

MILANO – Aumentano le retribuzioni e lo fanno segnando l`incremento più alto dal 1997. Secondo i dati diffusi ieri dall`Istat le retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno ( Ula) sono cresciute, nel primo trimestre 2006, in “ modo consistente “ : ed esattamente del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2005. In questo caso, secondo l`istituto di statistica, può aver influito anche il fatto che a gennaio marzo 2006 i giorni lavorativi sono stati 64 contro i 62 dell`analogo periodo del 2005. Al netto degli effetti stagionali, poi, la crescita rispetto a ottobre dicembre 2005 è stata dell` 1 per cento. In particolare, è stato registrato un incremento tendenziale del 5,9% nell`industria contro il + 3,7% dei servizi. Ma anche al netto degli effetti stagionali, la variazione rispetto al trimestre precedente è stata maggiore nell`industria (+ 1,2 %) che nei servizi (+ 1,0 per cento). Meno marcata di quella delle retribuzioni la dinamica degli oneri sociali sempre per Ula: + 3,4% tendenziale. A frenare l`aumento, spiega l`Istat, ha contribuito in misura significativa la riduzione, avvenuta all`inizio del 2006, di alcune specifiche aliquote contributive ( principalmente quella relativa al fondo Cuaf, Cassa unica assegni familiari). Mentre per quanto riguarda il costo del lavoro per Ula l`incremento tendenziale è stato del 4,4%, con una dinamica leggermente inferiore a quella delle retribuzioni, mentre la variazione congiunturale dell`indice destagionalizzato è stata di + 0,9 per cento. A pesare, soprattutto, le variazioni registrate nell`industria dove si sono fatti sentire gli incentivi all`esodo erogati da alcune grandi aziende del settore della produzione di energia elettrica, gas e acqua e il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici. Critiche sui dati sono arrivate dai sindacati e dalle associazioni dei consumatori. Per Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, in realtà “ i salari sono diminuiti: il rapporto lo dobbiamo fare con l`Europa “ . A questo proposito Bonanni sottolinea “ che uno studio dell`Istituto di venti giorni fa evidenziava che i nostri salari non tengono testa a quelli dei Paesi che ci sono concorrenti, dove la produttività per posti di lavoro è alta e quella di sistema molto bassa “ . Definiscono invece “ i dati dell`Istat non credibili “ i consumatori dell`Adusbef, che chiedono di rivedere il paniere dei prezzi visto che i pesi non corrispondono alla realtà dei consumi. Per il Codacons il dato positivo sulle retribuzioni “ contrasta con la dura realtà dei bilanci familiari, alle prese con stipendi e salari fermi e prezzi e tariffe in continua crescita “ .

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