9 Giugno 2006

Autostrade, coro di «no» al minipedaggio per poter finanziare le grandi opere

Autostrade, coro di «no» al minipedaggio per poter finanziare le grandi opere





ROMA Un euro in più per finanziare le grandi opere dal casello autostradale. All`idea lanciata dal ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, che propone di superare così il buco nei conti pubblici per i fondi destinati alle infrastrutture, sindacati e consumatori fanno muro. Già oggi – ricordano – i pedaggi autostradali aumentano più dell` inflazione, e non si può far ricadere sugli automobilisti il peso degli investimenti non fatti. Il `mini-pedaggiò, una `tassà in più rispetto alla tariffa stabilita, servirebbe nelle intenzioni di di Pietro a non chiudere i cantieri delle grandi opere e portare a termine i progetti previsti dalla legge obiettivo. Lavori, questi, per i quali – secondo Unioncamere – manca ancora l`80% dei finanziamenti necessari ad avviarle. La proposta di Di Pietro non cade quindi nel vuoto e ad apprezzarla è il presidente dell`Anas, Vincenzo Pozzi. «È un`idea ottima», ha detto il responsabile della società che gestisce la rete viaria nazionale, ricordando di aver già tentato in passato di far passare una proposta simile – non ultimo il pedaggio per il Gran raccordo Anulare di Roma – che «poi non ebbe seguito». Per Pozzi, tuttavia, la proposta potrebbe concretizzarsi «in un incremento minimo dei pedaggi sull`attuale rete autostradale per raccogliere risorse per destinare all`Anas». Levata di scudi, invece, da consumatori e sindacati. «Se passasse il principio bisognerebbe fare pagar a chi usa il rubinetto un euro per ripulire le sorgenti dell`acqua inquinata, a chi viaggia in treno un euro per costruire la Tav e ripulire le carrozze», ironizza il Codacons, che esprime «enorme preoccupazione per la imprevedibile proposta del ministro». «Il principio è assurdo e incostituzionale – sostiene l`associazione – poichè carica su chi utilizza una struttura viaria l`onere di costruzione di ponti e viadotti che potrebbe non utilizzare per tutta la vita, e perchè mira ad introdurre una imposta indiretta con destinazione obbligata». Contraria anche la Cgil che propone invece di utilizzare a questo scopo i profitti di Autostrade: «negli ultimi cinque anni le tariffe autostradali sono aumentate del 11,5%, con un aumento dei ricavi del 7% annuo. Solo negli ultimi due anni gli utili straordinari sono stati rispettivamente di 735 e 804 milioni di euro. A fronte di questi, però, gli investimenti non sono stati realizzati e tutto questo è stato possibile anche per l`assenza di controllo da parte dell`Anas», sottolinea il segretario nazionale della federazione trasporti, Roberto Martelli. «Un simile provvedimento costituisce un doppio aggravio per i cittadini: diretto, con un maggior prelievo al casello e, indiretto, attraverso l`aumento dei costi di distribuzione per le imprese, costrette di conseguenza ad aumentare i prezzi dei beni venduti sul mercato», nota anche il segretario confederale dell`Ugl, Paolo Segarelli.



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