6 Giugno 2006

?Costerà un miliardo?

?Costerà un miliardo?

Il Codacons fa i conti alla devolution relativamente alla Calabria





CATANZARO. ?La devolution costerà ai calabresi un miliardo di euro, ben 2.000 euro per ogni famiglia?. A sostenerlo è il Codacons che ha preso in considerazione le possibili ricadute economiche della modifica costituzionale sui bilanci delle famiglie calabresi. ?La riforma – spiega il presidente regionale del Codacons Francesco Di Lieto – oltre a creare i presupposti per maggiori iniquità e squilibri tra le varie regioni in tema di diritti, di differenze fiscali e tariffarie, di qualità dei servizi, soprattutto nei già critici servizi sanitari, comporterà una pesantissima ricaduta economica per costi aggiuntivi sui singoli cittadini. Il Codacons parte dal presupposto che i costi principali per regioni e comuni, in seguito alla modifica costituzionale, deriverebbero dal decentramento in materia di sanità e scuola. Abbiamo cercato di comprendere – prosegue Di Lieto – come regioni e comuni potranno far fronte alle maggiori uscite. Di certo il trasferimento alle regioni delle competenze in materia scolastica e sanitaria produrrà una parziale duplicazione di uffici e di costi. Ma la cosa più preoccupante si verificherà quando, a far tempo dal 2010, verranno a cessare i trasferimenti nazionali verso gli Enti locali. Da quel momento regioni e comuni dovranno sostanzialmente auto-finanziarsi. Da qui la drammatica necessità di aumentare le imposte per coprire le maggiori spese. Il Codacons prevede una impennata della pressione fiscale locale, che verrebbe triplicata, così come accadrebbe alle imposte dirette e indirette di regioni e comuni. Questo perché sia l?Irpef non potrebbe essere trasferita agli enti locali, atteso che svolge per lo Stato centrale una irrinunciabile funzione perequativa tra i redditi di chi guadagna di più e chi di meno e neppure l?Iva potrebbe aiutare regioni e comuni, perché ogni suo aumento finirebbe per ripercuotersi sui consumi, provocando una pericolosa impennata dell?inflazione. Di conseguenza agli Enti locali non resterebbe che aumentare l?Ici, le imposte sulle transazioni degli immobili (registro, ipotecaria e catastale), sull?energia elettrica, sul gas-metano, sul carburante, sui tabacchi o sui bolli auto. Alla fine – prosegue Di Lieto – l?aver assecondato le istanze leghiste finirà per comportare un ulteriore aggravio delle condizioni di vita dei calabresi. Dopo aver massacrato il potere di acquisto dei cittadini attraverso una devastante politica economica priva di governo dei mercati e quindi di garanzia per le fasce più deboli, il governo di centro-destra ha stravolto la Carta Costituzionale per dare sfogo agli egoismi. Non sentiamo proprio – continua Francesco Di Lieto – il bisogno di stravolgere la nostra carta costituzionale, che rappresenta la sintesi di tutti quei valori di libertà, di solidarietà, di democrazia su cui si fonda il nostro Paese?.

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