Parmalat, in 150 mila chiedono i risarcimenti
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fonte:
- Il Tempo
Si è aperto il processo a Parma che vede coinvolte 64 persone. Assente l?ex patron di Collecchio, Calisto Tanzi
NUOVO round per il crack Parmalat. Sono oltre 33 mila tra risparmiatori e associazioni dei consumatori che ieri sono stati iscritti come parte civile nella prima giornata dell?udienza preliminare sul crack del gruppo di Collecchio che si è tenuta a Parma, nell?auditorium Paganini. Si tratta soltanto di una parte di quanti ne hanno fatto richiesta. Almeno 155 mila sono le vittime tradite dai bond spazzatura del gruppo alimentare di Parma. Molti saranno iscritti dal Gup (Giudice dell?udienza preliminare) Domenico Truppa oggi, in seconda udienza. Si è aperta dunque la fase preliminare del maxi processo che vede imputate 64 persone. Ma questa volta non c?erano né Calisto Tanzi, né i consumatori danneggiati dal più grande crack della storia d?Italia cominciato l?11 novembre del 2003. Quando in Borsa crollò il titolo per le notizie sull?investimento nel fondo Epicurum con sede nelle isole Cayman, che si rivelerà poi una sorta di discarica utilizzata per ripulire i conti del Gruppo. E che, in un sabato pomeriggio del 27 dicembre 2003 porterà in carcere l?ex patron di Collecchio (oggi sessantotenne) Calisto Tanzi. Un buco da 14,3 miliardi di euro, sul quale vanno ancora chiarite le responsabilità di tutti gli interessati. Le associazioni dei consumatori puntano l?indice contro le banche. Secondo Antonio Tanza, vicepresidente di Adusbef e legale di parte civile per diverse centinaia di consumatori, «in primo luogo ci sono gli imputati, ma anche le banche hanno avuto una grande responsabilità nella creazione e nella diffusione di questi bond». Tanza, in una pausa dell?udienza preliminare ha anche spiegato che si opporrà a una eventuale richiesta di costituzione di parte civile da parte delle banche. «Ci aspettiamo risarcimenti dal mondo bancario – ha affermato – il cosiddetto tesoro di Tanzi è sempre rimasto nascosto. Quel che è certo è che ci sono tanti e tanti miliardi che sono stati incassati dalle banche». All?udienza di ieri ha partecipato anche il Codacons. «Al processo – afferma il presidente dell?associazione Carlo Rienzi – ci batteremo perchè i cittadini che hanno perso tutti i loro risparmi vedano riconosciuti i propri diritti e riescano ad ottenere equi indennizzi monetari». Intanto, tra non molto la Procura chiuderà l?inchiesta sul filone turismo, incentrato su Parmatour, per il quale il pm Picciotti sta scrivendo il capo d?imputazione, mentre ci vorrà qualche tempo per la chiusura della indagini sul Parma Calcio. Ieri è stata depositata una notevole mole di documentazione che riguarda alcuni istituti raggiunti nei mesi scorsi dall?avviso di chiusura delle indagini per concorso in bancarotta fraudolenta (alcune anche per usura) e in quello che coinvolge il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, appena riconfermato anche ai vertici di Mediobanca. Uno dei legali di Tanzi, Giampiero Biancolella, anche ieri ha ribadito la richiesta che «questi filoni vadano riuniti se non si vuole dar credito alla tesi, peraltro smentita dalle Autorità giudiziarie di Parma e Bologna, che quattro ragionieri di Collecchio abbiano potuto truffare tutti per anni, banche comprese». L?ex patron di Parmalat «ha intenzione di partecipare alle udienze», assicura Biancolella che dà per «pacifico e scontato» il contributo del suo assistito all?accertamento della verità. Ma nel frattempo, i difensori di Tanzi chiederanno al Gup Domenico Truppa la riunione dei procedimenti, «perchè riguardano coimputati». «Il processo deve essere unico per due motivi – spiega il procuratore di Parma, Gerardo Laguardia – per ragioni organizzative (in quanto ormai è rimasto un solo pm) e per avere un panorama completo di quanto è accaduto». Il deposito degli atti degli altri due procedimenti servirebbe proprio a questo, con particolare riferimento alla posizione di Capitalia.
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