3 Giugno 2006

Codacons: `i vigili non sono in regola`

“Il comandante della Polizia Municipale ci deve spiegare sulla base di quale normativa ritenga che i suoi uomini siano in regola nel circolare armati, nonostante tesserino e decreto di assegnazione dell`arma in loro possesso risultino scaduti… Una situazione di questo genere è paragonabile al porto abusivo d`armi e quindi perseguibile“. Fabio Galli del Codacons ieri ha convocato una conferenza stampa sulla vicenda degli agenti di polizia municipale di Modena, ancora in attesa dei nuovi decreti di assegnazione dell`arma. Secondo il comando il permesso relativo alle pistole è stato, di fatto, automaticamente rinnovato dalla firma del sindaco Pighi protocollata in un apposito registro. “La consegna o meno del decreto – recitava la nota diffusa dal Comune – è un adempimento solo formale e non ha alcuna rilevanza rispetto alal possibilità di portare e utilizzare l`arma“. Quindi il tesserino può essere consegnato per tempo, non è indispensabile averlo al punto che, come spiegato alla Gazzetta dallo stesso comandante gli agenti possono anche circolare senza tesserino relativo al possesso dell`arma in tasca, l`importante che ci sia la firma-autorizzazione del sindaco. I suoi uomini, però, la pensano diversamente e, non a caso, hanno tentato invano di restituire l`arma (è stato loro impedito da un ordine del comandante stesso) secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 145 del 4 marzo 1987. Una interpretazione normativa, quella degli agenti, che rispecchia alla lettera il dettato della legge, anche secondo il Codacons: “Con il nostro ufficio legale abbiamo esaminato le normative esistenti in merito e gli articoli 6 e 10 parlano chiaro“. L`articolo 6 dal titolo “Assegnazione dell`arma“ al paragrafo 4 spiega che “del provvedimento con cui si assegna l`arma in dotazione in via continuativa è fatta menzione nel tesserino di identificazione dell`addetto, o in altro documento rilasciato dal sindaco che l`addetto è tenuto a portare sempre con sé“. Ancora più interessante al fine di questa diatriba normativa l`articolo 10 dal titolo “prelevamento e versamento dell`arma“. Al paragrafo 2 viene spiegato che “L`arma deve essere immediatamente versata nella medesima armeria, quando sia scaduto o revocato il provvedimento di assegnazione o siano venute comunque a mancare le condizioni che ne determinarono l`assegnazione“. “Come potete vedere direi che, a meno di nuovi provvedimenti legislativi in possesso del comandante della polizia municipale, dei quali noi non siamo a conoscenza, il decreto parla chiaro. Ora come ora, gli agenti in possesso di decreto di assegnazione dell`arma scaduto portano l`arma in modo illegittimo“. Ed è per questo che, come annuncia l`avocato Massimo Grillenzoni, del collegio legale del Codacons, “lunedì mattina consegneremo in municipio, all`attenzione del sindaco, che tra l`altro è un ottimo avvocato penalista, una diffida all`amministrazione comunale con la quale inviteremo a fornire immediatamente gli uomini del corpo di polizia municipale del regolare tesserino valido. – spiega il legale – Inoltre, chiederemo una verifica di accesso agli atti, ai registri di protocollo, per verificare, all`insegna della trasparenza degli atti pubblici e, soprattutto, a tutela degli agenti di polizia municipale, che siano state effettivamente apposte le firme del sindaco, relative al permesso di utilizzare l`arma“. Un intervento, quello di Galli che arriva, anche sulla base di una lettera firmata da un gruppo di agenti della Polizia Municipale inviata al comandante e per conoscenza allo stesso Codacons, con il quale si chiede come si dovrebbero comportare di fronte ad un tesserino scaduto e all`impossibilità di riconsegnare l`arma. “Questa vicenda ci sembra quanto meno singolare e ci stupisce possa accadere in un corpo, quello della Polizia Municipale, in cui la qualità professionale è indubbia, al punto che il Comune è riuscito perfino ad ottenere per esso un certificato di qualità. – continua Galli – Forse con un po` di umiltà si sarebbe potuto riconoscere l`esistenza di una svista. Un disguido può capitare anche nelle migliori famiglie. Invece, ci si è voluti avventurare nel fornire garanzie di legittimità nell`uso dell`arma che, francamente, non possono non lasciare perplessi. Per noi allo stato ci si trova di fronte al reato di porto abusivo d`arma da fuoco, o meglio porto d`arma con licenza scaduta, per il quale, il codice penale, prevede la reclusione da 16 mesi a 6 anni e 8 mesi e una multa da 137,33 a 1373,33 euro e, ricordo come hanno già ricordato gli agenti, che la responsabilità penale per loro è personale…“. Galli, infine, ritiene che ci sarebbe materiale affinché sia la Procura che lo stesso Prefetto dovrebbero per lo meno intervenire e chiedere delucidazioni. “Ma al di là di questo – aggiunge ancora Galli – mi chiedo cosa potrebbe accadere in caso di uso legittimo di arma da fuoco da parte di un agente in azione, che possa avere delle conseguenze per dei civili. Sappiamo che l`amministrazione ha una propria assicurazione che copre questi rischi. Mi chiedo: siamo sicuri che le assicurazioni quando è il momento di pagare non possano far notare che l`agente in questione ha agito con un decreto di assegnazione dell`arma e un tesserino scaduto?“.

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