3 Giugno 2006

Chi ha visto la partita della nazionale di calcio


Chi ha visto la partita della nazionale di calcio contro la Svizzera, mercoledì sera, avrà sicuramente fatto caso alle botte da orbi che gli atleti si sono scambiati nonostante si trattasse di un incontro amichevole. Il rischio che qualcuno si facesse male seriamente c`era. E in quel caso, oltre a saltare i mondiali di Germania, l`assicurazione avrebbe sicuramente risarcito il danno, i tanti giorni lontano dai campi di gioco. Se gli stessi trattamenti, però, li ricevono i ragazzi che militano tra i dilettanti, ecco che soldi, in caso di stop forzato e doloroso, non arrivano. Che fare allora? Ci si deve mettere una mano sugli occhi e fare causa al calciatore che, con volontà o per sbaglio, ha prodotto il guaio fisico. È quanto è capitato, in maniera più o meno grave, a tre giovani tesserati per le squadre del Mori, di Borgo Sacco e della Val di Ledro. Gli infortuni, tutti rimediati nel corso di amichevoli estive in preparazione ai rispettivi campionati, non hanno trovato ristoro nell`assicurazione che gli atleti, a qualunque livello, sono obbligati ad avere tramite tesseramento alla Figc. La compagnia che tutela gli interessi della federazione, però, è tassativa su un punto: si risarciscono solo i malanni subiti in partite competitive, di campionato o di un torneo. E le amichevoli? Proprio perché tali, dice lo spirito del contratto stipulato dalla Figc, sono fuori. Tradotto significa che se uno si fa male durante una partitella di rifinitura, ancorché giocata indossando la divisa sociale della squadra con cui è tesserato, si tiene il danno e anche la beffa. Purtroppo, a Rovereto si deve registrare un incidente assai più grave di una gamba rotta. Un giocatore del Borgo Sacco, nel settembre di tre anni fa, durante l`amichevole tre il Sacco San Giorgio e il Trento ha rimediato una ginocchiata nella colonna vertebrale. Un colpo secco, troppo secco per sperare che il fisico assorbisse la botta. E infatti, in seguito a quell`infortunio, il ragazzo è finito su una sedia a rotelle. Da quello scontro di gioco, dunque, la sua vita è cambiata, forse irrimediabilmente. La famiglia si è rivolta alla squadra e quindi alla federazione ma nessuna polizza poteva pagare quantomeno le costose cure. E così si è arrivati, seppure a malincuore, a citare per danni il giocatore colpevole dell`infortunio e la questione è ora approdata in tribunale. E nella stanza del giudice c`è pure un`altra rogna figlia di una partita di calcio che doveva essere amichevole. Si tratta di un calciatore di Mori che ha rimediato una lesione al ginocchio per colpa di un calcio. Una delle cause, invece, si è chiusa ma con il concorso di colpa. La famiglia di un ragazzo che, involontariamente, ha dato una botta in testa ad un avversario si è vista condannare a pagare la metà del danno quantificato dal magistrato. Dei tre casi, comunque, si sta occupando il Codacons, l`ente che tutela gli interessi dei consumatori, che premerà sulla Figc affinché stipuli, in futuro, assicurazioni che risarciscano anche gli infortuni patiti da un tesserato in incontri ufficiali ma senza trofei in palio.

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