1 Giugno 2006

In complesso, a maggio il costo della vita è calato

In complesso, a maggio il costo della vita è calato: risparmi su alimentari, abbigliamento e informatica

Sanità e scuola, stangata sulle famiglie

Rincari del 15 per cento sulle visite. I Consumatori: attese eccessive nel settore pubblico

Inflazione in discesa a Milano nel mese di maggio. Rispetto a 12 mesi fa, i prezzi sono saliti del 2,1 per cento (era il 2,3 per cento nel mese di aprile). Ma il valore medio sintetizzato dall`indice nasconde brutte sorprese. Aumenti consistenti per la sanità a pagamento, per esempio. Ma anche per l`istruzione. I “servizi medici“ hanno registrato un più 1,4 per cento rispetto al mese di aprile e un più 5 sull`anno. Sotto questa voce sono archiviate le visite private dal cardiologo (più 8 per cento in un mese), dal ginecologo (più 15,5 per cento) dall`oculista (più 6,2 per cento). Lievitano anche i servizi ospedalieri. Più 3,7 per cento la retta per chi è ricoverato in una clinica privata (più 6,9 per cento rispetto a un anno fa). “In alcuni ambiti, i tempi d`attesa per ottenere una visita sono aumentati – osserva Michele Cavuoti, responsabile ricerche di mercato di Altroconsumo -. Per una visita oculistica a Milano a fine 2004 bisognava aspettare in media 71 giorni. Erano 44 nel 2000. È ovvio che molti si rivolgano al privato“. In generale, sono i servizi a registrare i rincari più consistenti. “È questo il punto debole della spesa dei milanesi. Dovendo attuare politiche per contenere l`inflazione, è da qui che bisognerebbe partire“, suggerisce Flavio Necchi, responsabile del settore Statistiche economiche del Comune. Dei servizi bancari e assicurativi si è detto molto negli ultimi mesi. Ma c`è anche la voce “istruzione“. Che rispetto all`anno scorso costa il 3,8 per cento in più: quasi il doppio dell`inflazione cittadina. E poi non va trascurato il capitolo “riparazioni“. Far aggiustare un mobile a maggio è costato lo 0,8 per cento in più rispetto ad aprile. La voce “riparazione e manutenzione della casa“ ha registrato un più 1,7 per cento mensile. Costa anche rimettere a nuovo un paio di scarpe: più 5,8 rispetto all`anno scorso. Il Codacons contesta la diminuzione dell`inflazione segnalata dal Comune. “Il dato è ridicolo e privo di fondamento“, attacca il presidente del Codacons lombardo, Marco Donzelli. “Salgono le spese sanitarie e la benzina, uscite necessarie a cui nessuno può rinunciare. Ma cala il gasolio per il riscaldamento, che nessuno compera più, visto che i caloriferi sono spenti da aprile. La media è zero, peccato che il portafogli sia vuoto“, entra nel merito Donzelli. Che i prezzi di alcuni capitoli di spesa siano stabili è innegabile. È il caso di abbigliamento e alimentari. Sempre meno onerosi anche elettrodomestici, cellulari, pc. “Sugli alimentari si fanno sentire le promozioni della grande distribuzione – riprende Cavuoti -. Per quanto riguarda cellulari, tv, informatica, è vero che i prezzi sono in discesa. Ma le famiglie spendono sempre di più per collegarsi a Internet o comunicare col telefonino. La scala dei bisogni è cambiata. E i bilanci ne risentono“.

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