27 Maggio 2006

Ragazza disabile di 16 anni truffata al cellulare dalle compagne di scuola

Mestre Ragazza disabile di 16 anni truffata al cellulare dalle compagne di scuola Maria (nome di fantasia) è disabile, ha 16 anni, frequenta una scuola superiore del centro. La ragazza ha un telefonino, le “amiche“ scoprono che ha un credito di 50 euro e glielo rubano. In dieci usano un servizio che permette di digitare un numero e il costo della chiamata, a spese di quel numero. Maria torna a casa e con la mamma scopre che quella mattina il credito del suo cellulare è passato da 50 a 2 euro, centesimo più centesimo meno. La madre indaga e scopre il “gioco“. Sì, perché per le sue compagne Maria è un giocattolo. Il gioco di fregarle i soldi del telefonino lo hanno trovato divertente. A rendere pubblico l`episodio è l`avvocato Franco Conte, del Codacons e consigliere comunale. Non era neppure la prima volta. Così la mamma di Maria blocca la ricarica. E le amiche che fanno? Se la prendono con Maria. Mica capiscono che cosa hanno fatto. Si arrabbiano perché non le possono ancora fregare i soldi. La cosa viene segnalata al preside, la sanzione per le dieci ragazze è una nota. “E` agghiacciante, l`indifferenza diffusa“, allibisce Conte. “Questo episodio di ordinaria microcrudeltà è l`emblema di una profonda crisi della legalità che parte fin dai banchi di scuola. L`episodio ci deve interrogare“, aggiunge l`avvocato mestrino, “la scuola, tra formare e informare, subisce spesso l`omologazione dei giovani verso il basso, verso primordiali regole del branco. L`apparire “bello“ e “competitivo“ sono condizioni necessarie per il successo, e quindi il disabile è fuori posto“. Logica allucinante. Ma anche tutte cose che aveva già intuìto, più di 30 anni fa, Pier Paolo Pasolini. Franco Conte è amarissimo: “Se siete capaci a 16 anni di rubare in dieci 50 euro a una disabile, non temete, da grandi vi aspetta un futuro di successo“.

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