Il caso Mariotti a “Mi manda Rai Tre“
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fonte:
- Corriere Adriatico
Il caso Mariotti a “Mi manda Rai Tre“ con un collegamento in diretta da piazza Pertini
In duecento senza la Mercedes pagata
ANCONA – “Alzi la mano – dicono da studio – chi ha comprato un`auto da Mariotti…“. In venti su venti, inquadrati davanti alle telecamere in piazza Pertini, levano il braccio destro come a toccare la pancia dei Rinoceronti di Trubbiani. “Alzi la mano chi l`ha già in garage…“. Stavolta scattano solo tre avambracci, gli altri rimangono mestamente e sull`attenti. In questo sketch in diretta tv c`è riassunta la situazione di almeno duecento clienti della Mariotti Srl, che ancora attendono di vedersi consegnata la loro Mercedes dopo che la casa automobilistica tedesca ha tagliato i ponti con la famiglia anconetana. Il caso Mariotti ha occupato ieri sera mezz`ora buona di “Mi manda Rai Tre“, trasmissione paladina dei diritti di consumatori incappati in truffe, inganni e magagne assortite. E al termine della trasmissione s`è capito che il nodo è nei rapporti tra la Mariotti e le banche creditrici, che trattengono in garanzia i certificati di conformità. Il conduttore Andrea Vianello ha introdotto le storie di tre clienti beffati, accompagnati dall`avvocato Corrado Canafoglia, presidente regionale del Codacons, che ha stimato tra i 200 e i 300 i casi di clienti Mariotti che dopo aver pagato anticipi o l`intero importo della vettura ancora aspettano di vedersela consegnata. “Io mi ci sono giocato la liquidazione, ho pagato 43 mila euro e non ho ancora la mia Mercedes – ha raccontato il signor Podda, di Cagliari, che ha lavorato nelle Marche per 38 anni in una nota ditta di elettrodomestici -. Mi avevano detto che dovevo venire a ritirarla il primo aprile, ho pure ironizzato con la venditrice della Mariotti sul pesce d`aprile…“. In studio, in rappresentanza della “Mariotti Srl“, c`erano il commercialista Gianni Ciotti e l`avvocato Maurizio Boscarato, impegnati a difendere la serietà del gruppo. “Qui non siamo davanti a imprenditori che sono scappati con la cassa, ma a una ditta che ha dovuto fronteggiare una crisi di liquidità e sta cercando di rialzarsi“. Salvatore Fazzi, consulente legale della Daimler Chrysler, ha rivendicato il diritto della casa madre a chiamarsi fuori da questa storia, anche se poi ha concesso un mezzo impegno a partecipare a un tavolo negoziale insieme alla Mariotti e al Codacons: “A noi le auto sono state pagate e ci risultano nei piazzali della Mariotti. I rapporti con la concessionaria sono stati interrotti perché la mancata consegna delle auto era un grave inadempimento che creava insoddisfazione nella clientela“. Se ne è avuto un assaggio durante la diretta da piazza Pertini, dov`erano radunati venti clienti. Fischiano, rumoreggiano, non si fanno distrarre neanche da un ubriaco che prova a denundarsi davanti alle telecamere. In studio intanto si affronta il nodo della questione. “Ma perché non consegnate le auto?“, chiede Vianello. Il legale della Mercedes spiega che non vengono immatricolate perché i documenti sono presso le banche che hanno anticipato i soldi a Mariotti. L`avvocato Boscarato chiarisce: “L`auto è di proprietà dei clienti, chi ha pagato ha la fattura ed è proprietario della vettura. Può andare in banca a ritirarla“. La redazione conferma che negli ultimi giorni alcune banche interpellate dicono che stanno consegnando i certificati di conformità. Telefona un telespettatore: “Ma a me la banca chiede i soldi…“. Il legale della Mercedes dice che la situazione si sta sbloccando. si vedrà. Intanto da ieri 40 dei 77 dipendenti della Mariotti sono in cassa integrazione, coperti per sei mesi. Poi?.
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