26 Maggio 2006

I consumatori verso il ricorso al Tar

Gli artigiani: per noi un aggravio da 120 milioni
UniCredit: andremo sul web I consumatori verso il ricorso al Tar.

I più preoccupati sono gli utenti, i professionisti, le piccole imprese. Che affilano le armi per quantificare l`impatto delle nuove tariffe postali in vigore dal primo giugno e promettono battaglia. In prima fila gli artigiani: “ L`impatto in termini di maggiori costi per il settore sarà almeno di 120 milioni di euro l`anno – spiega Bruno Panieri direttore aree mercati e competitività di Confartigianato – e riguarderà oltre 500mila imprese, circa un terzo del comparto, si tratta di microaziende che sicuramente non rientrano nella clientela business, che quindi non godranno di tariffe agevolate e saranno costrette ad utilizzare solo la posta prioritaria “ . Banche, operatori telefonici, delle utilities, ordini professionali e aziende stanno ancora valutando entità e contenuti di una rivoluzione che non si prospetta dolce. “ Stiamo ancora recuperando dati e riflettendo sul da farsi- chiariscono da Confartigianato – chiediamo alle Poste un`attenuazione di questo provvedimento che penalizza ulteriormente le piccolissime imprese, quello elaborato al momento è un dato di stima medio, ipotizzando un`impresa che invia dieci lettere al giorno su 20 giorni lavorativi “ . Qualche mal di pancia e non pochi mugugni anche tra le banche che soffrono peraltro la concorrenza di Poste italiane sul fronte dei servizi bancari. Un concorrente che opera in condizioni monopolistiche su determinate aree e servizi. Questione su cui si riflette e che spinge grandi e piccoli istituti a rivedere strategie, politiche commerciali e di marketing. E se alcuni gruppi come Capitalia e Banca Intesa stanno ancora valutando l`impatto di una riforma molto articolata, da Uni Credit si conferma la preoccupazione per l`aggravio dei costi di spedizione. Una voce normalmente a carico della clientela delle banche. L`istituto guidato da Alessandro Profumo si sta organizzando per minimizzarne l`impatto. L`obiettivo spiegano da Piazza Cordusio è di portare tutti i clienti su Internet nei prossimi anni, un canale sul quale Uni Credit da tempo continua ad investire. Sono almeno 15milioni le lettere inviate ogni anno solo per la normale amministrazione dei circa 3milioni e mezzo di correntisti. Una mole di corrispondenza enorme, simile tra i principali operatori, che chiaramente consente alle banche di usufruire di tariffe business particolari. Come per esempio fa il Gruppo Telecom che movimenta 140 milioni di bollette ogni anno. La decisione di Poste italiane fanno sapere da Telecom non ha impatti perché “ per le spese di spedizione delle bollette ( a carico degli utenti, ndr) ci avvaliamo di una tariffa a peso, che non è quella ordinaria “ . Intanto i consumatori si mobilitano e chiedono al ministro delle Comunicazioni di revocare il provvedimento. Sul piede di guerra il Codacons che ha minacciato un ricorso al Tar: “ Abbiamo chiesto a Poste Italiane gli atti e pensiamo di proporre un ricorso al tribunale amministrativo – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – dobbiamo ancora valutare in dettaglio la portata di questi aumenti per gli utenti, capire se avranno effetti minori rispetto all`incremento dell` 8% delle tariffe cui Poste Italiane ha rinunciato pur essendo autorizzati a farlo“ . E i consumatori lanciano l`idea di un tavolo di confronto: “auspichiamo la possibilità di un lavoro comune con Poste Italiane per aumentare la concorrenza del settore e per riversare a favore dell`utenza in termini per esempio di maggiori garanzie sui tempi di consegna e di indennizzo, i maggiori introiti che per Poste oscilleranno tra i 220 e i 240 milioni di euro“ .

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