17 Maggio 2006

Istat, inflazione al 2,2%. Codacons: “Rivedere il paniere“



L`Istat ha confermato oggi la stima preliminare circa il tasso d`inflazione che ad aprile continua a salire posizionandosi al 2,2% mentre a marzo era del 2,1%. Gli aumenti congiunturali più significativi sono stati quelli dei beni energetici (+2,3%), dell`abitazione (+1,1%), dei trasporti (+1%) e dei servizi ricettivi e della ristorazione (+0,6%).

Su base tendenziale gli aumenti più consistenti sono stati registrati per i beni energetici (+9,4%), per l`abitazione (+6,1%) e per i trasporti (+4,1%, soprattutto grazie all`impennata dei costi dei biglietti aerei che hanno segnato un +17%) mentre gli alimentari e bevande analcoliche hanno segnato una crescita dei prezzi contenuta (+0,9%).

L`effetto contenimento dei prezzi dovuto al comparto alimentare è stato possibile grazie al calo dei prezzi degli alimentari non lavorati. Il “fresco“ (frutta e verdura in particolare) ha infatti segnato ad aprile un -0,2% su base tendenziale mentre gli alimentari lavorati sull`anno hanno segnato una crescita dei prezzi dell`1,8%. A fronte di un aumento per l`intera collettività del 2,2% tendenziale e dello 0,3% congiunturale, ad aprile l`indice per le famiglie di operai e impiegati ha segnato un +2,1% con i tabacchi e un +2% senza tabacchi. L`indice armonizzato (quello che tiene conto di saldi e vendite promozionali) ha segnato un +2,3% tendenziale e un +0,9% sul mese.

Puntuale il commento del Codacons che rivendica “ una profonda riforma del paniere Istat e dei metodi di rilevamento dei prezzi“. E` assurdo – afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi – che nel paniere sul quale si calcola l`inflazione ci siano ancora beni come l`armadio a 6 ante, che nessuno possiede più, mentre il peso delle bollette, della benzina o dell`rc auto, voci che influiscono in modo pesante sui bilanci delle famiglie con reddito medio-basso, risulta ancora sottostimato“.“Il nuovo Governo – conclude Rienzi – dovrà lavorare per eliminare le incongruenze presenti nel paniere Istat, e per creare panieri diversificati a seconda delle categorie sociali, in grado di rappresentare meglio l`inflazione reale e l`incidenza degli aumenti sulle famiglie“.


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