Sulla fusione-cessione di Autostrade ad Abertis
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Su Autostrade adesso indaga la procura
Roma apre un fascicolo sulla fusione con Abertis. Ipotesi di aggiotaggio
ROMA. La procura di Roma indagherà sulla maxifusione tra la società Autostrade e la spagnola Abertis. La decisione è stata presa ieri dopo la presentazione da parte dell`associazione di consumatori Adusbef di una denuncia in cui si chiede di verificare l`esistenza del reato di aggiotaggio. Il fascicolo per il momento non ipotizza alcun reato e non fa il nome di nessun indagato. Il fascicolo sarà assegnato nei prossimi giorni dal procuratore capo Giovanni Ferrara ai magistrati del pool economico della procura capitolina. Nell`esposto presentato ieri, l`Adusbef chiede di indagare per abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato in relazione a quella che viene definita come una strana “turbolenza“ di acquisto di azioni Autostrade prima dell`annuncio della fusione. Secondo l`associazione, infatti, in poco tempo si sarebbe passati “da una media di 2,9 milioni di azioni al giorno a 6,6 milioni di azioni intermediate in media“. L`associazione punta anche il dito su alcune dichiarazioni rese dal presidente Gian Maria Gros-Pietro e definite “sibilline“. Nella denuncia si riportano in particolare alcune affermazioni rese da Gros-Pietro il 5 aprile scorso, con le quali si confermava che Autostrade aspirava a diventare una società “il più possibile di respiro internazionale“. In attesa che la procura muova i suoi passi, qualcosa in più sulla fusione si potrebbe sapere già domani, giorno in cui è previsto un incontro tra alcune associazioni di consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) e i vertici del gruppo Autostrade. “Vogliamo sapere tutto sulla fusione, e in particolare sui suoi effetti sulle tariffe“, ha detto ieri il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti. “Noi andiamo ad ascoltare e vogliamo capire perché non si fanno abbastanza investimenti in sicurezza e qualità delle autostrade“. Trefiletti ha anche spiegato che scopo delle Associazione dei consumatori non è tanto difendere o meno l`italianità di un servizi, bensì di garantirne la qualità. Ma non sono solo i consumatori a essere preoccupati per le conseguenze del “matrimonio“ tra Autostrade e Abertis. Richieste di rassicurazioni arrivano anche dal mondo politico e sindacale. La Casa delle libertà, ad esempio si prepara a sottoscrivere in blocco una mozione preparata dal deputato di An Maurizio Gasparri e già presentata alla Camera. “La fusione presenta aspetti inquietanti – ha spiegato Gasparri – ed è opportuno che i fari della Consob del Parlamento possano mettere in luce ogni aspetto di questa vicenda. Non ci sono garanzie sugli investimenti in infrastrutture decise per il futuro dell`Italia, ma appare ancora più grave l`azione di lobbing condotta dalla società Autostrade che deve rendersi disponibile a un confronto parlamentare alla luce del sole“. E preoccupazione per il futuro è stata espressa anche dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. “Sulla fusione-cessione di Autostrade ad Abertis – ha detto i sindacalista – è in gioco il destino di migliaia di lavoratori e il futuro degli investimenti nel settore delle infrastrutture del nostro paese“.
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