8 Maggio 2006

In lizza anche le ricche fondazioni

Strano ma vero In elenco c`è di tutto: il Codacons, i familiari dell`incidente di Linate. E le istituzioni del credito: da Cariplo a Mps al San Paolo

In lizza anche le ricche fondazioni
La beneficenza è tra le loro missioni. Ma ora fanno concorrenza agli enti che dovrebbero aiutare

Fondazioni bancarie come Cariplo, Mps e Compagnia di San Paolo, e associazioni dei consumatori come il Codacons, che si è indirettamente candidato alle elezioni; l“`Associazione donne padane“ e il “Comitato Otto Ottobre per non dimenticare“, familiari delle vittime dell`incidente di Linate 2001; l“`Associazione radioamatori italiani“ e la “Full Monty società cooperativa sociale“, “manutenzione verde, servizio catering, piccoli trasporti, tinteggiature“. C`è di tutto nell`elenco autorizzato dell` Agenzia delle Entrate, che raduna i quasi 40 mila soggetti che hanno chiesto (e ottenuto) di beneficiare del 5 per mille. Ci sono i Circoli Arci e la Canottieri Milano, l`Asilo Mariuccia e l`Asilo del cane, gli Amici del Loggione di Milano e la Cooperativa “Pupazza da levare“ di Melazzo. C`è persino il Nucleo protezione civile dell`Associazione nazionale Carabinieri di Alessandria. Ma quel che più colpisce è la presenza delle associazioni dei consumatori e delle fondazioni bancarie. Fra le prime, oltre al Codacons, figurano quella Federconsumatori e quell`Adiconsum che sono finanziate dai sindacati (Cgil e Cisl). E il Codacons addirittura abbuona i 50 euro di iscrizione a chi gli versa il 5 per mille. “Iscrizione gratis per un anno a spese dello Stato!“, è scritto a lettere cubitali nel sito. “Che c`è da stupirsi? – commenta il presidente, Carlo Rienzi -. È un`opportunità per il cittadino: paga con delega allo Stato“. Quanto alle fondazioni bancarie, presenti in gran numero, assumono il ruolo nuovo degli intermediari. In genere, infatti, i soldi, le fondazioni li danno. Qui, invece, non soltanto chiedono di riceverli, ma si mettono addirittura in concorrenza con gli enti e le associazioni non profit che loro stesse finanziano. “Il loro mestiere è erogare, non raccogliere – dice Gian Paolo Barbetta, docente di Politica economica in Cattolica e membro dell`Agenzia per le onlus -. Questo ruolo è un po` strano. Forse possono porsi come soggetti di smistamento, più competenti nella scelta, che hanno una maggiore capacità di selezionare a chi destinare i fondi del consumatore finale“. Perché si suppone che, una volta raccolto il 5 per mille, le fondazioni lo devolvano in solidarietà, come prima. Ma la partita di giro è curiosa. E l`obiettivo ha un nome: fund raising. Raccolta fondi. Perché quelle stesse fondazioni che, dice l`Acri, hanno visto nel 2004 le erogazioni crescere più del loro patrimonio (12% contro 2,4%), ora sono in cerca di liquidità. “Sì, c`è un nuovo ruolo per le fondazioni, da intermediari – dice Marco Parlangeli, direttore generale della Fondazione Monte dei Paschi -. Non possiamo più pensare di finanziare con le nostre sole disponibilità progetti importanti, dobbiamo fare fund raising. Del resto, è questa la direzione di tutte le grandi fondazioni europee. E già da tre anni richiediamo un finanziamento minimo del 20% da parte di terzi sui progetti ai quali partecipiamo. Il 5 per mille è una possibilità che si apre, la cogliamo. È chiaro che rischiamo di fare concorrenza alle associazioni di volontariato, che sono nostre beneficiarie: alla fine, però, il 5 per mille tornerà pur sempre a loro. E data la nostra caratteristica di enti non profit, non potevamo non iscriverci. Speriamo che la legge sia confermata dal nuovo governo“. Per “non prevaricare“ sui piccoli, la fondazione presieduta da Giuseppe Mussari ha deciso di non fare pubblicità: non chiederà il 5 per mille dai media. Lo stesso, la Fondazione Cariplo: “Abbiamo ritenuto di non lanciare una campagna pubblicitaria, per non essere ingombranti“, dicono. La Compagnia di San Paolo, invece, ha trovato la via di mezzo: inserzione sì (30 maggio, su Stampa e Repubblica ), ma invito a donare generico, “non a noi“. La stessa Compagnia ha appena costituito, a Curzio Ossola, la Fondazione comunitaria del Verbano: “Promuove la raccolta diretta e indiretta di fondi da erogare alle comunità locali“. Prove generali di fund raising, appunto.

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