“Una birra? Mille euro“
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fonte:
- Il Manifesto
Roma Va bene che con l`euro tutto è aumentato, ma 990 euro per una birra sembra davvero troppo. E sarà sembrato troppo specialmente a Ka Chun, povero turista giapponese in vacanza a Roma che si è visto portare uno scontrino da urlo per una “bionda“ sorseggiata nelle vicinanze di via Veneto. La vicenda risalirebbe al 27 gennaio scorso quando il turista, di nazionalità britannica e residente in Germania, passeggiando per piazza Barberini viene avvicinato da uno sconosciuto che si è presentato come un turista brasiliano, e lo ha invitato a bere una birra in sua compagnia in un pub della zona. Il poveretto accetta, ma invece di un pub si ritrova nel bel mezzo di un night club. Il tempo di gustarsi una pinta chiara e subito vengono avvicinati da due avvenenti fanciulle con in mano un flute di champagne. E qui comincia il solito copione che avviene in ogni night del mondo. Le ragazze che fanno le “carine“, cercando di far consumare il più possibile il cliente, con avances più o meno esplicite. Il giapponese sembra non gradire e, dopo un altro sorso di birra, chiede il conto al cameriere. Dopo pochi minuti ne arrivano due distinti – uno per lui l`altro per il compagno di tavolo brasiliano – e quello del giapponese recita: 990 euro. Esattamente, gli fa notare il padrone del locale, il costo della birra, dei due bicchieri di champagne e del tempo che le ragazze, dipendenti del night, hanno trascorso in sua compagnia. A nulla servono le proteste di Chun, che riesce solo a strappare uno “sconto“ di 490 euro prima di lasciare il locale in tutta fretta. Furioso per la cifra sborsata, comincia la sua peregrinazione in cerca del più vicino posto di polizia per denunciare quanto gli è accaduto. Ne visita quattro e in tutti la stessa risposta: “Mi dispiace, non parliamo il giapponese“. A quel punto si arrende e solo una volta tornato nel suo paese d`origine, dove si accorge che la somma estorta è tornata ad essere di 990 euro, cifra prelevata dalla sua carta di credito, ha sporto denuncia all`ufficio del delegato del sindaco di Roma per i consumatori. Il caso, se pur limite, non è per nulla isolato. Sono soprattutto inglesi, americani, tedeschi e francesi a lamentarsi dei prezzi pazzi della capitale, in questi giorni invasa come non mai dai villeggianti. La ristorazione è il settore maggiormente a rischio truffa. A seguire il settore alberghiero (18%), del servizio taxi (16%), dei viaggi (12%), dei trasporti urbani e bancari (4%) e delle compagnie aeree (3%). Gli statunitensi si lamentano soprattutto dei prezzi troppo elevati negli snack bar dove per un trancio di pizza possono arrivare a pagare anche 12 euro. “Ogni giorno – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – riceviamo segnalazioni da turisti “spennati“ da bar e locali del centro storico. Tazzine di caffè che arrivano a costare 4 euro l`una, coppe gelato servite ai tavoli da 10 euro, 5 euro per un tramezzino o una bibita piccola in lattina. Non si comportano meglio i ristoranti del cuore di Roma, dove un pasto medio a base di pesce può arrivare a costare anche 100 euro a persona“. Dal cibo al trasporto pubblico il passo è breve. Non sono rari i casi in cui i tassisti applicano in città la tariffa extraurbana, facendo così lievitare il prezzo di circa il 40%. Ma non solo: l`arrotondamento avviene spesso anche con il resto. Approfittando della scarsa dimestichezza dei turisti americani con l`euro è facile imbattersi in tassisti che consegnano il resto togliendo uno zero: 5 euro al posto di 50.
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