Banche rendono 400 mila euro
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fonte:
- La Stampa
Banche rendono 400 mila euro
CASALE Circa 400 mila euro dalle banche ritornano nelle tasche di una quindicina di famiglie che avevano investito i loro capitali in bond argentini. Si tratta di una quota che rappresenta all`incirca il 95/97% dei fondi che erano a suo tempo stati sottoscritti, quando ancora non era nota la situazione precaria del paese d`oltre oceano. L`operazione, che deriva da una transazione con gli istituti di credito, dove i risparmiatori avevano investito i loro risparmi, è stata condotta dall`avvocato Paolo Antonio Missineo, rappresentante del Codacons a Casale: pur non negando, preferisce non rilasciare dichiarazioni. Si tratta di famiglie che avevano fatto parte del Comitato organizzato a Oltreponte da Renzo D`Alessandro: avevano denunciato pubblicamente l`ingiustizia di cui erano stati oggetto e avevano intrapreso azioni legali per rientrare in possesso dei loro soldi. Non si erano fatti intimidire dal pericolo di perdere tutto quanto avevano investito, al contrario avevano organizzato assemblee al Tartara, facendo intervenire in qualità di esperti, Ernesto Pasquale dell`Adiconsum di Alessandria ed Egidio Rolich dell`Art (Associazione risparmiatori Tangobond) di Torino. L`Adiconsum aveva sottoposto varie pratiche all`esame del proprio legale, unendole ad altre di risparmiatori alessandrini, consigliando di andare avanti con le cause contro le banche solo quando i documenti davano la possibilità di dimostrare che il risparmiatore, poco pratico di materia finanziaria, era stato indotto a investire i suoi capitali sui bond-bidone. Rolich, dal canto suo, ha presentato proprio recentemente esposti contro le banche in sette città differenti (Torino, Alessandria, Asti, Genova, Casale, Milano, Roma) chiedendo alle Procure di indagare. Intanto a sua volta ha depositato cause in tribunale. Soddisfatti i risparmiatori di come si sono svolte le pratiche. “Se avessimo aderito alla proposta di concambio proposta dall`Argentina – dicono parecchi di loro – avremmo dovuto aspettare trent`anni per rivedere solo parte del nostri soldi“.
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