30 Aprile 2006

La “Tucker-story“

Tutto è iniziato nel 2002 con “Striscia la notizia“ Era sponsor della nazionale di calcio

La “Tucker-story“ inizia nell`ottobre del 2002, quando “Striscia la Notizia“ telegiornale satirico Mediaset comincia a occuparsi del caso Tucker, sponsor ufficiale, in quel periodo, della Nazionale di calcio. Gli inviati di “Striscia“ cominciano a raccogliere le prime testimonianze, le prime lamentele contro il famoso tubo salva energia. Tra le lamentele anche quelle di un`associazione di installatori e termotecnici. Le lamentele sono per il prodotto: non consente alcun risparmio di energia, e anche i guadagni per chi entra nella struttura piramidale lasciano a desiderare. In sostanza il tubo-Tucker comincia a diventare un peso per chi ci ha investito dei soldi. E lasciare la struttura è impossibile. O meglio, è semplice, basta dire addio ai soldi investiti. Viene a galla che lo scopo della società non è alla fine quello di vendere il tubo, ma quello di trovare continuamente nuovi affiliati che dovevano pagare anche più di 7.000 euro per lavorare con la Tucker. I nuovi addetti venivano convinti durante alcune convention piuttosto inquietanti (la procura di Rimini ha raccolto testimonianze che negli incontri aziendali le persone venivano anche malmenate, umiliate psicologicamente). A prendere la situazione in mano sono tre associaizoni a difesa dei consumatori Codacons, Adusbef e Federconsumatori che si mettono a disposizione di chi vuole ottenere il risarcimento dei danni. È un ex venditore a togliere gli ultimi veli: “Una vera e propria catena di Sant`Antonio“. L`8 ottobre 2002 Mirco Eusebi, titolare della Tucker, finisce in manette. La detenzione in carcere dura quausi tre mesi e mezzo a cui vanno aggiunti anche altri due mesi e mezzo di arresti domiciliari. Nei guai, con lui, anche altri sette dirigenti della società produttrice del tubo. Alla fine di ottobre 2003 la Finanza sequestrò, su ordine del gip, tutti gli immobili e le auto riconducibili alla Tucker, per un valore stimato in oltre due milioni e mezzo. Nonostante la sentenza del Garante della concorrenza e del mercato (7 novembre 2002) il tubo viene pubblicizzato su Internet, sul sito della Tucker. Anche questo è contestato dal pm di Rimini agli imputati del processo Tucker.

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