La corsa senza freni del petrolio
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fonte:
- L`Unità
TRASPORTI La corsa senza freni del petrolio, che venerdì ha superato i 75 dollari al barile, fa tremare automobilisti ed autotrasportatori: quali record si preparano a bruciare i prezzi della benzina e del gasolio? Una prima preoccupante risposta prova a darla Alberto Clò, già ministro dell`Industria e tra i maggiori esperti del settore: “Con il petrolio che corre verso gli 80 dollari al barile, possiamo aspettarci nuove impennate fino a 1,4 euro al litro“. Un salasso per i consumatori e una crisi annunciata per il settore degli autotrasporti, che già hanno dovuto accollarsi i rincari stellari dell`ultimo anno. Secondo la Cgia di Mestre, da aprile 2005 ad oggi il pieno di benzina in Italia è aumentato in media del 6,5%, con un`oscillazione che va dai 2,7 euro in più per il pieno di una Smart ai 7,4 euro necessari per un`Audi di grossa cilindrata. Sulle principali autostrade, inoltre, gli incrementi variano tra il 6% e il 7% se si includono i pagamenti dei pedaggi. Per questo l`associazione dei consumatori Codacons lancia lo “sciopero del pieno“ per i prossimi giorni: “Le quotazioni del petrolio spingono in tempi velocissimi i distributori a ritoccare i listini dei carburanti – accusa il presidente Carlo Rienzi – proprio quando si avvicinano i ponti del 25 aprile e del 1 maggio. L`unica difesa per i cittadini è quella di limitare i consumi, evitando quando possibile di utilizzare l`automobile per gli spostamenti. Invitiamo i consumatori a ricorrere a mezzi di trasporto alternativi per spostarsi da una città all`altra in occasione dei prossimi ponti“. Il problema si pone, a maggior ragione, per le aziende di autotrasporto afflitte dalla necessità di recuperare gli extra-costi causati dall`escalation nel prezzo del gasolio, visto che a fronte dei maggiori costi determinati dagli aumenti del carburante, hanno sostenuto un incremento complessivo di circa il 22% in 15 mesi. Per questo saranno avviate nel breve periodo le procedure per un fermo nazionale della categoria: “Allo stato attuale – sottolinea Maurizio Longo, responsabile nazionale di Cna Fita – la categoria non è in grado di assorbire il 5% di aumento del prezzo del gasolio scattato dal primo gennaio scorso, anche perchè questo rincaro, sommato a quelli del 2005, rappresenta un incremento globale superiore al 22%. Ciò determina il rischio di un collasso globale del sistema delle aziende. Nei tempi più brevi possibile saranno avviate le procedure per la proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto“.
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