23 Aprile 2006

Contro i rincari sciopero del pieno

ROMA – Non si arresta la corsa dei prezzi di benzina e gasolio agli impianti di distribuzione che – denuncia il Codacons – registrano nuovi rialzi proprio quando si avvicinano i ponti del 25 aprile e 1 maggio. “L`unica difesa per i cittadini – afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons – è quella di limitare i consumi, evitando quando possibile di utilizzare l`automobile per gli spostamenti“. Come forma di autotutela e di protesta il Codacons lancia quando lo “sciopero del pieno“: “Invitiamo i consumatori – spiega Rienzi – a non utilizzare l`automobile per i prossimi ponti, evitando quindi di rifornirsi di carburante, e ricorrere a mezzi di trasporto alternativi (come bus, pullman o treni) per spostarsi da una città all`altra“. Anche gli autotrasportatori sono di nuovo sul piede di guerra. In una nota, la Fita Cna annuncia che, a fronte dei maggiori costi determinati dagli aumenti del carburante, con un incremento complessivo di circa il 22% in 15 mesi, saranno avviate al più presto le procedure per un fermo nazionale della categoria. “La riforma dell` autotrasporto, alla prima verifica seria, quella determinata dalla necessità di recuperare gli extra-costi causati dall`escalation nel prezzo del gasolio, si sgretola“, secondo il presidente di Fita, Franco Coppelli. “Sin dalla prima stesura dei suoi principi regolatori, la riforma avesse evidenziato profonde carenze e specialmente non avesse risposto alle istanze per un aumento della capacità contrattuale delle imprese di autotrasporto – sottolinea Coppelli -. Aumento che le ponesse in condizione di recuperare i maggiori costi direttamente dal mercato e dalla committenza. Con una riforma che ha fallito questi obiettivi, la controparte torna inevitabilmente ad essere il Governo“. “Allo stato attuale – sottolinea Maurizio Longo, responsabile nazionale di Cna Fita – la categoria non è in grado di assorbire il 5% di aumento del prezzo del gasolio scattato dal primo gennaio scorso. Nei tempi più brevi possibile, quindi – conclude Longo – saranno avviate le procedure per la proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto“. Intanto la corsa inarrestabile del petrolio, che ha sfondato i 75 dollari a New York (75,35 il nuovo record, mentre a Londra si è impennato a 74,79 dollari) è al centro dell`agenda del Forum internazionale dell`energia che si è aperto ieri a Doha, capitale del Qatar. I maggiori produttori di petrolio, Arabia Saudita inclusa, e i maggiori consumatori, tra cui Cina e India, si confronteranno su come fronteggiare il caro-petrolio che, secondo quanto ribadito anche dai rappresentanti del G7, rischia di compromettere seriamente la crescita economica mondiale. I ministri delle finanze dei maggiori Paesi industrializzati hanno anche insistito sulla necessità di investimenti “cruciali“ nella esplorazione e produzione. L`ultima scia record del barile, che ha messo a segno da inizio anno un incremento del 23% e dell`86% da inizio 2004, giunge in conseguenza dell`inasprirsi della tensione tra occidente – Stati Uniti in testa – e Iran in seguito al proseguire da parte di quest`ultimo del suo programma di potenziamento nucleare. Sul mercato incombe lo spettro di un eventuale conflitto tra Usa e Iran.

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