21 Aprile 2006

Rc auto, quali effetti avrà per gli automobilisti il richiamo di Bruxelles?




La Commissione europea torna alla carica contro la legislazione italiana sull?Rc auto. Dopo il primo parere motivato (seconda fase della procedura d?infrazione) inviato lo scorso ottobre, Bruxelles ha ribadito, con un parere motivato supplementare, l?incompatibilità tra le normative Ue e la legge italiana che impone a tutte le compagnie che esercitano l?Rc auto in Italia (quindi anche quelle straniere interessate ad entrare nel mercato) di fornire un?assicurazione obbligatoria a chiunque lo richieda e a prevedere tariffe per tutte le tipologie di rischio. In altre parole è sotto accusa il cosiddetto ?obbligo a contrarre e a tariffare?, un?imposizione che secondo il Commissario Ue al Mercato interno, Charlie McCreevy, limita la concorrenza e l?ingresso in Italia di compagnie straniere che non possono così specializzarsi solo in un settore o solo in un?area del paese.
Il Governo italiano ha adesso due mesi per rispondere, pena il deferimento alla Corte di Giustizia Ue.

Ma quali sono state le reazione alla nuova sollecitazione arrivata dalla Commissione europea?

L?Isvap (l?istituto che vigila sul settore assicurativo) è preoccupata per la posizione di Bruxelles. ?La cancellazione dell?obbligo a contrarre da parte delle compagnie – spiega il presidente dell?Authority, Giancarlo Giannini – renderebbe una ingiustificata asimmetria tra assicuratori e assicurati ad esclusivo vantaggio dei primi e con pesanti effetti sociali. La procedura d?infrazione a carico dell?Italia nasce infatti proprio dalla elusione dell?obbligo a contrarre attuata da 6 compagnie (due straniere e quattro italiane) nei confronti delle quali l?Isvap ha avviato nel corso del 2003 una procedura sanzionatoria. Compagnie che chiedevano agli automobilisti residenti nel Sud-Italia premi fino a 10mila euro annui. E – prosegue Giannini – data la specificità del mercato italiano, che già penalizza sul piano tariffario intere fasce di utenza (i giovani) e ampie zone territoriali (soprattutto del sud Italia), l?abolizione dell?obbligo a contrarre da parte delle compagnie rischia di determinare rilevanti conseguenze sociali.

Capitolo a parte per l?Ania, l?associazione delle compagnie assicuratrici, che pur non schierandosi a favore della Commissione, spiega che l?ultima parola spetta alla politica. Secondo il direttore generale Giampaolo Galli, infatti, ?è necessario conciliare le ragioni dell?Italia per garantire che tutti i cittadini possano avere il loro diritto-dovere di ottenere un?assicurazione, con le ragioni dell?Unione Europea che invece sostiene che il nostro sistema è distorsivo della concorrenza e del mercato unico?.
E come esempi di soluzione Galli cita il caso della Francia, dove esistono norme che definiscono quando una compagnia può rifiutare un rischio e quello di altri paesi in cui invece gli obblighi a contrarre sono segmentati e riguardano ad esempi solo certe zone o singole città o solo determinati tipi di veicoli, come i tir.

Contro la richiesta della Commissione si schierano invece le associazioni dei consumatori.
Secondo l?Adoc ?se fosse applicata la direttiva europea ci troveremmo nella parossistica situazione di essere obbligati a contrarre l?Rc auto per guidare, ma, magari a Napoli, non trovare nessuna compagnia disposta ad assicurarci?. Critico anche il Codacons: ?Se si vuole eliminare questa legge che garantisce la copertura assicurativa su tutto il territorio – afferma l?associazione – allora deve essere eliminata anche l?obbligatorietà dell?Rc auto a carico degli automobilisti?. In caso contrario, spiega, ?la parte debole, ossia l?assicurato, diverrebbe ancora più debole e potrebbe vedersi rifiutare un?assicurazione solo perché risiede in una zona poco gradita alle compagnie, pur essendo obbligato a stipulare una polizza Rc auto?.




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