21 Aprile 2006

Commercio, boom per le bancarelle e gli outlet

È caccia allo sconto


Commercio, boom per le bancarelle e gli outlet




ROMA Consumatori sempre più attenti al portafoglio e nel commercio è caccia allo sconto e ai prezzi bassi. E` quanto emerge dal Rapporto sul commercio nel 2005 realizzato dal Centro Studi della Confcommercio, secondo il quale risultano sempre più attraenti banchi dei mercati, hard discount, supermercati e i nuovi outlet. Negozi che aprono e chiudono rapidamente, occupati in calo e fatturato che tiene solo nell`alimentare: questi alcuni dei dati contenuti nell`indagine realizzata su 800.000 esercizi. Tra gli elementi più rilevanti il successo delle bancarelle (le imprese ambulanti sono aumentate del 26% dal 2002) e il rafforzamento dei gruppi stranieri, soprattutto quelli francesi. I DATI PRINCIPALI DEL RAPPORTO – Elevato turnover per gli esercizi al dettaglio con oltre 57.000 chiusure – tra cui molti fallimenti – e 54.000 nuove aperture per un saldo negativo di 3.336 unità, calano gli occupati nel commercio (-17.000 unità in media) come sintesi di una crescita dei dipendenti (+92.000 unità) e un decremento degli indipendenti (-109.000), reggono le vendite nell`alimentare (+0,8%), flessione nel comparto non food (-1,7%), si rafforzano i gruppi stranieri (lo 0,2% di imprese realizza il 16% del fatturato del settore), boom dei mercati, consumatori sempre più attenti ai prezzi, crescono grande distribuzione organizzata e grandi superfici specializzate: questi i dati più significativi che emergono dal rapporto sul commercio in Italia nel 2005 realizzato dal Centro Studi Confcommercio. CALO DELLE VENDITE – Il rapporto evidenzia, in particolare, come il ristagno della domanda interna abbia determinato un calo generalizzato dello 0,8% delle vendite del commercio al dettaglio che, nel segmento non food in particolare, mostra andamenti di segno opposto per gruppi di prodotto: negativi nell`abbigliamento (-1,2%), casalinghi (-2,1%), ferramenta e utensileria per la casa (-2,2%), mobili, tessili e arredo per la casa (-2,4%), altri prodotti (soprattutto orologi e gioielli -2,5%); positivi nell`elettronica di consumo (+4,3%) e nel comparto foto, ottica e pellicole (+4,8%). Anche le dinamiche relative allo stock di esercizi al dettaglio, pari a poco più di 761.000 unità e con un incremento del 3,5% tra il 2002 e il 2005, mostrano da un lato il continuo ridimensionamento numerico degli esercizi al dettaglio alimentare (-3,4%), in particolare quelli di piccole dimensioni, e i trend particolarmente positivi per il dettaglio non alimentare (+6,0%). Successo per il commercio ambulante che attrae sempre più consumatori ma che «deve combattere – sottolinea l`organizzazione – la forte diffusione della componente rappresentata dai venditori abusivi, per lo più immigrati, che sottraggono quote di domanda ai canali legali». Sempre più diffusi anche gli hard discount. Dal 1999 i supermercati sono aumentati di 1.615 unità, i grandi magazzini di 142 unità e gli ipermercati di 112 unità. In espansione anche gli outlet. PIÙ FORTI I GRUPPI ESTERI – In sviluppo anche le dinamiche dei gruppi esteri, in particolare quelli francesi, «la cui maggiore solidità finanziaria – sottolinea Confcommercio – ha permesso di rafforzare la posizione nel mercato italiano». Sul totale delle imprese residenti in Italia, quelle straniere che operano nel commercio pur costituendo solo lo 0,2% realizzano un fatturato pari al 16% del totale, mentre in rapporto al totale delle sole imprese straniere quelle operanti nel sistema commerciale sono pari al 27% e realizzano il 30% dell`intero fatturato della componente estera. Per la Confcommercio «si prevede un contenuto miglioramento dal lato della domanda per consumi delle famiglie». Per il Codacons «il rapporto di Confcommercio non rappresenta niente di nuovo, e conferma pienamente le negative previsioni già lanciate dai consumatori negli anni passati».



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