20 Aprile 2006

Agip ed Erg aumentano di 2 centesimi la verde e di 3 il gasolio

Nuovi massimi storici sui mercati di Londra e New York, con il greggio che sfiora i 73 dollari al barile. Per la Fmi è allarme

Petrolio record, schizza la benzina

I rischi per l?Italia. Agip ed Erg aumentano di 2 centesimi la verde e di 3 il gasolio




Roma. Le quotazioni del greggio restano sotto pressione. Il prezzo del barile ha oscillato tra i 72,1 dollari del Wti a New York e i 73 dollari del Brent a Londra toccando i nuovi massimi storici con i future consegna a giugno giunti rispettivamente a 71 dollari al Nymex e a 73,34 dollari all?Icdi. A New York le quotazioni si sono chiuse a 71,90 dollari, con u nrialzo dello 0,8%.
Ad alimentare la spinta rialzista è stato il dato settimanale delle riserve strategiche americane in calo di 800mila barili a quota 345,2 milioni. Più accentuata la flessione delle scorte di distillati (-2,8 milioni di barili) e di carburanti (-5,4 milioni di barili). Questa sfilza di cifre negative, diffusa a metà pomeriggio dal dipartimento dell?Energia, ha riacceso i mercati che viceversa avevano scommesso su una ulteriore crescita degli stock.
La situazione è particolarmente indisiosa. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che i prezzi raggiungeranno quota 80 dollari in estate per l?azione concomitante di due fattori. La geopolitica (crisi Usa-Iran, calo dell?export in Nigeria) e i nodi strutturali (bassa capacità di riserva da parte dell?Opec, scarsa capacità di raffinazione e stoccaggio da parte dei Paesi consumatori). Ma esiste anche uno scenario peggiore. In caso di attacco militare all?Iran da parte degli Usa o di una nuova stagione di uragani nel golfo del Messico, le quotazioni rischiano di schizzare al top di 100 dollari al barile.
Lo choc petrolifero può bloccare la crescita globale: nell?immediato un aumento del 10% nel prezzo del barile di greggio toglierà alla crescita del pil da 0,1 a 0,15 punti. Lo ha confermato da Washington il capo-economista del Fmi, Raghuram Rajan, secondo il quale «se le quotazioni rimangono a questi livelli è possibile che abbiano un impatto» sull?economia.
Per questo Rajan ha chiamato i Paesi produttori e consumatori a fare la loro parte «perchè si riesca a risolvere il problema il più presto possibile».
Intanto in Italia cresce l?inquietudine. Famiglie e imprese vedono già a rischio la mini-ripresa per i rincari di bollette e carburanti. La verde è giunta ad un passo dal record di 1,367 euro al litro stabilito il 5 settembre 2005. Oggi la Erg ritoccherà i listini portando il prezzo della benzina a 1,349 euro al litro (+0,016 euro) e quello del gasolio a 1,223 euro (+0,028 euro).
Ieri era stata l?Agip a dare via libera agli aumenti di 2 centesimi per la verde e di 3 centesimi per il gasolio.
E le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra. Il Codacons rilancia l?allarme inflazione al 2,5%-2,6%.
Mentre Federconsumatori chiede al nuovo governo di aprire un?inchiesta per appurare l?esistenza di una speculazione sui prezzi alla pompa.


Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this