20 Aprile 2006

Il barile a 74 dollari fa ripartire la corsa di benzina e gasolio

Una giornata che sui mercati internazionali dell`energia era partita benino, con i prezzi del petrolio in lieve calo, ha girato la barra in direzione dei soliti rincari per colpa dei dati americani sulle scorte di greggio e carburanti, in drastico calo, e questo sviluppo imprevisto ha innescato nuove speculazioni al rialzo sui “future“ del greggio a Londra e New York, dove si sono visti altri record storici (per quanto il termine sembri poco opportuno, se si passano i limiti ogni giorno) a 74 dollari al barile per il Brent e a 72,40 per il Wti texano; le chiusure hanno recato poco sollievo. Ma la vera notizia negativa per i consumatori è che riparte la corsa di benzina e gasolio. Da oggi rincarano l`Agip e la Erg. Nella rete del cane a sei zampe aumenta di 2 centesimi al litro il prezzo della benzina e di 3 cent quelli del gasolio. Questi i nuovi prezzi consigliati: con il servizio del gestore benzina 1,349 euro, gasolio 1,223, bludiesel 1,256 e blusuper 1,392 mentre con il fai-da-te lo sconto su ognuna di queste voci è di 2,1 centesimi al litro. Il prezzo del Gpl per autotrazione rimane invariato a 0,649 euro. Ritocca i listini anche la Erg che porterà il prezzo consigliato della verde con servizio a 1,349 euro al litro e quello del diesel a 1,223 euro (ma ancora non si eguaglia il massimo storico di 1,233 segnato il 30 settembre); anche qui il fai-da-te frutta uno sconto di 2,1 cent. Da notare che tali prezzi sono uguali a quelli della rete Agip; peraltro la “verde“ con servizio resta per entrambe le compagnie abbastanza distante dal massimo di 1,367 euro raggiunto il 5 settembre. Dalle organizzazioni dei consumatori partono le consuete bordate ai petrolieri. “Se ci fosse bisogno di dimostrare la doppia velocità con cui si aumentano o si diminuiscono i prezzi – dice Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori – non saremmo qui a denunciare la scandalosa operazione che l`Agip fa sulla benzina. Non si è avuto tempo di recepire la notizia che il petrolio ha raggiunto i 72 dollari che già alla colonnina di rifornimento si registra un aumento di 2 centesimi a litro“. Trefiletti chiede urgentemente che “il nuovo Parlamento e il nuovo governo aprano un`indagine approfondita su questi atteggiamenti predatori, diventati oramai insopportabili per le famiglie, per le imprese, per il Paese tutto“. Un`altra sigla, il Codacons, segnala che “se non si arresterà la corsa del caro-petrolio gli effetti sull`inflazione saranno pesantissimi, portando il tasso al 2,5-2,6%. E si tratta di stime per difetto, calcolate con l`occhio edulcorato dell`Istat, che a marzo valuta l`inflazione al 2,1%“. E Confesercenti calcola che “negli ultimi due anni ai cittadini e alle imprese per il solo aumento dell`Iva sono stati sottratti oltre due miliardi di euro a causa dei continui aumenti del petrolio“. Altri moniti, di portata più globale, sono venuti ieri da alcuni analisti di mercato londinesi, che ormai considerano plausibile una scalata delle quotazioni del greggio a 100 dollari e oltre in caso di attacco militare all`Iran o in conseguenza di una nuova stagione di uragani nell`Atlantico, senza dimenticare (come fornitori di cattive notizie) l`Iraq e la Nigeria. L`unica consolazione è che per i 100 dollari si richiederebbe il concorso di più fattori d`instabilità. Quello che invece ha spinto ieri all`insù i prezzi del petrolio è il calo delle scorte americane: sono diminuite di 0,8 milioni di barili e quelle di benzina di 5,4 milioni. Invece in Italia il ministero delle Attività produttive annuncia che sono state ricostituite le scorte strategiche di gas intaccate per far fronte all`emergenza invernale.

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