Anziani vittime dei “bond“ argentini
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fonte:
- Corriere Adriatico
SENIGALLIA – I risparmi di una vita destinati al matrimonio del figlio sfumati tra bond argentini e Cirio. Due anziani senigalliesi ricorrono al Codacons per recuperare i 45 mila euro persi per i consigli della propria banca. E` la storia di due senigalliesi, 67 anni lui e 65 lei, che dopo una vita di lavoro in Svizzera come operai si sono visti sparire in poco tempo i risparmi che volevano destinare al figlio prossimo alle nozze. La coppia si è affidata al Codacons regionale perché accusano la banca, un noto istituto di credito locale del quale sarebbero clienti dal 1961, di non aver informato loro sui rischi a cui andavano incontro nell` investire in quelli che tecnicamente si chiamano titoli di credito con rendimento predeterminato e rimborso del capitale alla scadenza. I nostri associati – spiega l`avvocato Corrado Canafoglia, responsabile regionale del Codacons – avevano deciso di fare un investimento affidandosi alla consulenza della propria banca dove depositavano da circa 40 anni i soldi che guadagnavano dal lavoro in Svizzera. In prima battuta la banca locale gli ha consigliato di acquistare bond argentini per 30 mila euro e successivamente i Cirio per 15 mila. Ma non è finita qui. Non appena è iniziato il terremoto finanziario i due anziani si sono rivolti nuovamente alla banca che ha avuto l`ardire di presentare loro un`offerta per i titoli Parmalat. Questa volta è arrivato però lo stop della coppia. Presi dalla paura i nostri associati hanno deciso di acquistare, con quel poco che rimaneva loro, i titoli di Stato Bot. Di qui l`azione ufficiale del Codacons. Il nostro intervento è volto a recuperare l`intera somma di 45 mila euro perché i due sventurati anziani non sono stati adeguatamente informati sui rischi, addirittura non hanno ricevuto l`apposito modulo che illustra i pericoli per questo genere di investimenti. Una sentenza del 18 marzo del 2004 del tribunale di Mantova si è espressa su una storia simile ai due coniugi senigalliesi che avevano investito una considerevole somma in bond argentini. Il giudice ha stabilito che la banca avrebbe dovuto fornire una completa informazione circa i rischi connessi a quella specifica operazione che il cliente intendeva porre in essere (obbligo imposto dall`articolo 28 comma secondo del regolamento Consob numero 11.522). Tornando al caso senigalliese la banca ha risposto al Codacons che il semplice divario tra il tasso di rendimento dei bond e dei bot avrebbe dovuto di per se far capire i rischi. L`istituto di credito ci ha anche risposto che all`epoca di ciascun acquisto la banca disponeva delle stesse informazioni note al mercato e pertanto non erano prevedibili le gravi crisi finanziarie attraversate dalla Repubblica Argentina e dal gruppo Cirio, una spiegazione scandalosa dato che la banca si avvale di un vero e proprio ufficio di consulenza. L`avvocato Canafoglia parla di beffa quando la banca ha asserito pur spiacenti rinnoviamo l`invito ai vostri associati di continuare a rivolgersi con fiducia all`agenzia di Senigallia. Infine il Codacons invita coloro che sono incappati in vicende simili, a fare richiesta di rimborso direttamente alle banche per interrompere il periodo di prescrizione e lasciarsi così paerta la porta per un eventuale risarcimento.
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